accadde…oggi: nel 1925 nasce Eva Aeppli, di Paola Naldi

Arte al femminile (524)

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Eva Aeppli nasce a Zofingen (Svizzera) nel 1925.

Trascorre l’infanzia a Basilea, dove frequenta la Scuola di Arti Decorative dal 1943 al 1945.

Nel 1946 sposa l’architetto Hans Leu da cui ha un figlio, Felix Vital, che diventa uno dei più importanti tatuatori svizzeri.

A Basilea conosce lo scultore Jean Tinguely, da cui ha una figlia, Miriam, nel 1950, e che sposa nel 1951. L’unione dura per 10 anni.

Nel 1952 la coppia va a vivere a Parigi, dove Tinguely installa un’esposizione permanente dei suoi lavori, utilizzando un locale in disuso.

Eva inizia la carriera artistica come pittrice. Per pagare l’affitto realizza bambole per i negozi di giocattoli. Eva crea inoltre marionette cucite a mano e disegni a carboncino di figure dalle membra allungate, dall’aspetto caricaturale.

In seguito si appassiona alla scultura, realizzando statuette di stoffa e di bronzo.

Nel 1956 Tinguely incontra Niki de Saint Phalle, con cui inizia una storia, che lo porta a divorziare da Eva, per sposare Niki nel 1971.

Eva continua il proprio percorso artistico, per cui a partire dal 1960 dipinge quadri a olio in cui silhouette scheletriche fanno danze macabre.

Sposa l’avvocato americano Samuel Mercer.

Si mette a creare bambole di stoffa di grandezza naturale, con vestiti lunghi sino a terra, dai tratti a volte personalizzati, che sono disposte da sole o in gruppo.

Dopo una profonda crisi negli anni ’70, si appassiona all’astrologia. I suoi soggetti diventano teste espressive, realizzate a volte in bronzo, dedicate ai pianeti, ai segni zodiacali e alle fiabe.

Degno di nota è il suo impegno umanitario come membro di Amnesty International, nonchè fondatrice della Myrrahkir Foundation, nel 1990, per combattere l’oppressione, la povertà e l’ignoranza.

Muore a Honfleur (Francia) nel 2015.

Le sue opere sono presentate dal 1954 nei musei e nelle collezioni private. Importanti retrospettive sono allestite a Stoccolma e a Bonn. Dal 2012 la sua opera è catalogata online dall’Istituto Svizzero per lo Studio dell’Arte (ISEA) a Zurigo.

Suoi lavori sono esposti al Museo Tinguely di Basilea e in Italia al Giardino di Daniel Spoerri tra il borgo di Seggiano e la frazione di Pescina, sul monte Amiata, in Toscana.

Originale, spirito libero, ha prodotto un singolare mondo di volti, corpi e astri, disegnati, dipinti, scolpiti e cuciti a mano.

Autodidatta, nei biglietti da visita si definiva “professoressa di vita”, “filosofa” o “acrobata tra cielo e terra”. Pur avendo avuto rapporti di amicizia con molti artisti del suo tempo, Eva ha mantenuto un certo riserbo nei confronti dell’ambiente artistico e ha seguito una strada personale. In quasi 50 anni di produzione artistica Eva ha cercato di esprimere la complessità e fragilità dell’essere umano attraverso la sua arte decorativa.