
Sono appena riemersa dalle emozioni che mi ha regalato questa superba silloge poetica di Francesco Randazzo, regista teatrale, scrittore e poeta di origine siracusana le cui numerose opere ho avuto il piacere di recensire in questi anni
https://danielaedintorni.com/?s=francesco+randazzo
e la più recente, quella dedicata a Goffredo Mameli, anche presentarla qui a Genova.
Due anni fa a proposito della sua silloge “Sabbia aspra” ho scritto “mi ha affascinato ed emozionato sia per l’ampiezza dei temi trattati che per la straordinaria e multiforme varietà di stili adottati che per la spiritualità di cui sono intrise molte altre che, infine, per la sua profonda conoscenza della mitologia”; queste parole valgono anche per questa sua nuova opera perché Randazzo sa utilizzare, con sapiente maestria e apparente nonchalance, l’enjambement e l’anafora, l’allitterazione e l’onomatopea, la sinestesia e la rima interna, è un profluvio di stili che emozionano: standing ovation!
La silloge è composta da sessantatre liriche, ventiquattro nel primo e nel secondo libro e quindici nel terzo; il primo s’intitola “stanze del paradosso di Schroedinger” in cui trovano spazio anche molte liriche dedicate al periodo della pandemia (quante/i di voi conoscono questo paradosso?), il secondo “ogni volta c’è un Dio che fugge, libro d’ore” è intriso di profonda fede e spiritualità e il terzo, che ha lo stesso titolo della silloge, è distopico, è una specie di apocalisse assolutamente originale da cui emerge il suo amore per il mondo animale: complimenti!!!
PS il libro uscirà tra pochissimi giorni, intanto se volete ordinarlo scrivete a info@faraeditore.it
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