Gli ingranaggi dei ricordi, di Marisa Salabelle, Arkadia editore 2020, recensione di Daniela Domenici

Ho “incontrato” per la prima volta Marisa Salabelle, scrittrice pistoiese di origine sarda, un anno fa con il suo “La scrittrice obesa”
e ho sentito il desiderio di leggere questa sua opera precedente che mi ha affascinato per vari motivi.
In primis perché è un commovente inno alla sua terra d’origine, la Sardegna, ai suoi straordinari paesaggi, alla sua lingua, alle sue tradizioni e agli eventi storici che hanno avuto luogo durante la seconda guerra mondiale ricostruiti perfettamente grazie all’escamotage dei capitoli che si alternano tra il 1943-1944 e il 2015; Salabelle sceglie di seguire, in parallelo, la storia di due famiglie, quella che fa capo a signora Generosa, al marito medico e alla sua numerosa prole e quella di Demy, di Felice e di Bella, non vi anticipo altro; soltanto alla fine si capirà il perché di questa scelta: bravissima!!!
Complimenti per la dettagliata ricostruzione storica dei piccoli e grandi fatti di cronaca, purtroppo dolorosa, che sono accaduti sia in Sardegna che a Roma in quel periodo e per l’empatia, istintiva e travolgente, che fa provare a chi legge verso i/le suoi/e tanti/e co-protagonisti/e, soprattutto zia Demy di cui non possiamo non innamorarci subito: standing ovation!
Grazie, cara Daniela, per le parole lusinghiere che hai per gli Ingranaggi, un romanzo al quale tengo moltissimo. Sono felice di vedere che, a quasi quattro anni dalla sua pubblicazione, questo libro riesca ancora a far parlare di sé. E chissà che tra non molto ci sia anche un seguito… 😉
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grazie a te per le emozioni che mi hai dato ❤
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