ci vediamo in agosto, di Gabriel Garcia Marquez, recensione di Loredana De Vita

“Ci vediamo in agosto” (Mondadori, 2024) è un romanzo di Gabriel García Márquez pubblicato postumo che, nonostante la difficoltà nella sua stesura a causa della perdita di memoria, non risente né dequalifica lo stile letterario di un autore che parla diritto al cuore.
È la storia di Ana Magdalena Bach, cinquantenne alla ricerca di una nuova se stessa o, per meglio dire, di una se stessa rimasta addormentata nelle consuetudini che diventano abitudini senza via d’uscita, cerca nell’amore per sconosciuti una via di scampo dalla sua routine.
Ana è sposata, ma sente in un profondo che non si rivela che suo marito non le è fedele come lei è stata con lui. Lentamente la verità verrà a galla e sarà possibile scegliere come affrontarla solo sperimentando la stessa sensazione di tradimento.
L’occasione è data ad Ana dalla visita annuale, il 16 di agosto, presso la tomba della madre che chiese di essere sepolta su un’isola. Ana non si è mai chiesta il motivo di questa scelta, lo comprenderà solo tenendo fede al patto di portare dei gladioli sulla sua tomba una sola volta all’anno.
Quell’unica uscita annuale la porterà fuori dagli schemi e le farà vivere avventure di una notte che la indurranno alla ricerca di ciò che desidera davvero. Solo quando tutto le sarà stato chiaro potrà scegliere che cosa fare della sua realtà e della sua vita.
Un romanzo breve e intenso, oserei dire musicale per il linguaggio e immaginifico per le parole che sempre suscitano emozioni tangibili.
“Ci vediamo in agosto” (Mondadori, 2024) di Gabriel García Márquez è l’ultimo prezioso dono di una scrittura che non lascia indifferenti.