resta con me, sorella, di Emanuela Canepa, recensione di Loredana De Vita

Emanuela Canepa: Resta con me, sorella

“Resta con me, sorella” (Einaudi, 2023) di Emanuela Canepa è un romanzo molto interessante per il contenuto della trama, l’impostazione storica e le riflessioni immediate che suscita durante la lettura.
L’ambientazione è tra Padova e Venezia nel periodo immediatamente successivo alla I Guerra Mondiale, un’epoca in cui accanto alla ricostruzione e al desiderio di ricomporre l’identità perduta per l’orrore della guerra, si fanno anche spazio dissidi e lotte interne che cominciano a lasciar intravedere quello che sarà l’avvento del fascismo che condurrà alla II Guerra Mondiale.
La trama narra della storia di Anita che sacrificherà la propria libertà accusandosi di un furto non commesso per salvaguardare il fratellastro Biagio, vero responsabile, poiché è lui che meglio può garantire la stabilità economica della famiglia.
Così, Anita si autoaccuserà del furto, sarà imprigionata a Venezia nel carcere della Giudecca dove se da una parte conquisterà l’appoggio delle suore che ne impiegheranno le competenze per farsi aiutare nell’amministrazione del carcere, dall’altra questo stesso vantaggio le creerà problemi con le altre detenute, tranne una, Noemi, rifiutata dalle altre per la violenza aggressiva del suo comportamento, che sembra prendere a cuore Anita e proteggerla.
Noemi è abilissima nell’arte del ricamo e insieme ad Anita progetta di aprire una sartoria appena uscite dal carcere. Le cose prenderanno un corso diverso. Anita sarà affidata a Clelia, nipote di una suora della Giudecca, affinché trovi una sistemazione per il futuro, di Noemi si perderanno per un po’ le tracce fino a quando Anita non ne scoprirà il segreto.
I personaggi maschili e femminili sono in perfetto equilibrio. Da una parte abbiamo Anita, Noemi e Clelia, dall’altra Biagio, Bruno (fidanzato di Anita nel progetto di Clelia) e Giacomo (marito di Clelia). Di questi solo Giacomo comprenderà davvero Anita spingendola a comprendere che cosa desidera davvero fare della sua vita.
È questo il tema principale del romanzo, la possibilità di scelta di una donna che (in maniera evidente ancora più di oggi negli anni ’20) sembra obbligata ad accettare i principi di sacrificio e rassegnazione come uniche scelte possibili per la propria vita. La cosa che inquieta di più è probabilemnte che non sono solo gli uomini ad aspettarsi questo dalle donne, ma le donne stesse, anche quelle che, come Noemi, sembrano sconfinare oltre l’ovvio, finiscono con il rientrare in un progetto altrui definito solo dalla rinuncia a se stesse come donne e come persone.
Il romanzo si articola in due parti, ma sono in realtà tre i momento essenziali: il carcere, la vita a casa di Clelia, l’indipendenza. Come e se Anita riuscirà a recuperare la sua libertà fa parte della trama da non raccontare per non togliere al lettore il gusto della scoperta, ma è certo che quel titolo, “Resta con me, sorella” ha un significsto molto più profondo e destinarari molto più ampi di quanto si possa a prima vista comprendere.
La notevole accuratezza nelle descrizioni di costume come quelle descrittive dei luoghi, il linguaggio adeguato al tempo in cui la vicenda si svolge sono dimostrazioni di una acuta e apprifondita ricerca da parte dell’autrice che senza dubbio ha raggiunto un notevole risultato.
“Resta con me, sorella” (Einaudi, 2023) di Emanuela Canepa è un romanzo bello e interessante, lo suggerisco.