triste tigre, di Neige Sinno, recensione di Loredana De Vita

“Triste tigre” (Neri Pozza, 2024) di Neige Sinno non può essere definito stilisticamente un romanzo sebbene di vita vera si narri e di una vita dolorosamente vera. D’altra parte neanche di una mera autobiografia si tratta sebbene i fatti narrati siano dolorosamente autobiografici. Potrebbe trattarsi, allora, di una autobiografia romanzata, ma anche questo sarebbe falso, o anche del racconto cronicistico di uno stupro perpetrato in ambito familiare dal nuovo marito della madre, ma anche questo sarebbe molto riduttivo.
Perché è tanto importante definire lo stile di questo libro quando l’evento narrato è di una tale drammaticità che tuto il resto appare superfluo? Proprio per questo, perché tutto il resto è superfluo o, meglio, lo sarebbe, se alla base non ci fosse un interrogativo dal quale non si può prescindere: come si puo narrare l’orrore piu orribile che una persona abbia subito?
Questo è il punto, se scrivere è testimoniare, come fa a scrivere chi degli eventi narrati non è solo testimone ma anche vittima? Quale la forma da dare alla propria scrittura affinchè non solo sia reale e vera, ma non si perda solo nelle emozioni riuscendo a trasmettere il vero ma anche il senso della propria stora e i motivi per cui ci si impegna a narrarla.
Molti, infatti, sono i riferimenti letterari cui l’autrice fa riferimento nel narrare la sua tragica esperienza, sembra essa stessa alla ricerca del modo giusto per narrare non solo ai lettori ma anche a se stessa quello che ha vissuto, il vuoto che ha provato e prova, l’insanabilità di una ferita così immensa.
L’autrice, anche nel titolo, usa riferimenti letterari elevati e significativi. Molto interessante quello a William Blake che scrisse nel primo romanticismo due raccolte di poesie, Songs of innocence and Songs of experience, con particolare riferimente alla tigre e all’agnello figli dello stesso creatore, il che lascia una nota di profonda mestizia.
“Triste tigre” (Neri Pozza, 2024) di Niege Sinno è vincitore del Premio Strega europeo ed è un libro che certamente va letto e amato da tanti punti di vista.