La tabacchiera di Otto Schmitt, di Irene Schiavetta, edizioni Il Ciliegio 2020, recensione di Daniela Domenici

Semplicemente superlativo, uno dei libri più splendidi che abbia mai letto (e chi mi segue da tempo sa che sono migliaia…) questo di Irene Schiavetta, scrittrice e musicista genovese; ho letteralmente divorato le sue 330 pagine in meno di tre giorni e ne sono appena riemersa ancora intrisa di emozioni.
È una sorta di straordinaria saga familiare, con alcuni momenti thriller, che si svolge in un piccolo paese e la cui principale protagonista è Carmela, chiamata Lina, attorno alla quale ruotano una moltitudine di co-protagonisti/e perfettamente caratterizzati/e; arrivata dalla natia Calabria come giovane sposa viene seguita, con commossa partecipazione ed empatia, dall’autrice che ne delinea la tempra d’acciaio che la aiuterà a sopravvivere alle innumerevoli vicende che le capiteranno: standing ovation!
Complimenti meritatissimi allo stile narrativo, una vera perla rara (e qui parla la correttrice di bozze ed editor…), corretto, ricco, variegato, in una parola affascinante: bravissima!
PS: per sapere qualcosa sulla tabacchiera del titolo vi invito a immergervi nella magia di questo libro…