Le tre signore, di Irene Schiavetta, Coedit 2017, recensione di Daniela Domenici

Ho avuto il piacere di recensire quattro opere di Irene Schiavetta, scrittrice e musicista genovese, una delle quali scritta a due mani con Fiorenza Giorgi
https://danielaedintorni.com/?s=irene+schiavetta
e sono appena riemersa dalla lettura di questa sua opera più “vintage” che in qualche modo si ricollega al suo più recente “La tabacchiera di Otto Schmitt” perché hanno in comune il paese in cui si svolgono, naturalmente immaginario: Folasca.
La stoffa della straordinaria narratrice si vedeva già sette anni fa e i complimenti che ho riservato, pochi giorni fa, a “la tabacchiera” valgono anche per “Le tre signore”; Schiavetta dimostra di saper immaginare trame che si svolgono sue due piani temporali, con flashbacks che lei intitola semplicemente “oggi” e “ieri”, e riesce a tessere le vite delle tre signore del titolo, che sono Assia, Olimpia e Lucille, attraverso Emilia che riceve in eredità una casa, che era di Olimpia, nella quale trova tracce del legame, originale, determinante e duraturo, che ha unito le tre donne: standing ovation!
Rinnovo i miei complimenti per lo stile narrativo, semplicemente perfetto, e per la caratterizzazione psicologica dei/lle tanti/e co-protagonisti/e, ognuno/a di loro emerge come un unicum (i vari uomini, padri e compagni, non ne escono molto bene, è un racconto tutto al femminile): bravissima!