Il figlio di Leonardo, di Simone Valmori, Giungla Gialla Mursia editore 2024, recensione di Daniela Domenici

Semplicemente superlativo questo giallo storico di Simone Valmori, scrittore forlivese, che mi ha tenuto avvinta sin dalla prima delle sue 308 pagine che ho letto in un soffio e che mi hanno appassionato per vari motivi.

In primis per l’dea che sta alla base di questo libro che riassumo con le parole in quarta di copertina “In un costante intreccio tra passato e presente, Leonardo da Vinci e Caterina Sforza sono destinati a svelare il loro segreto più grande: un incredibile esperimento che salverà un’Italia dilaniata da guerre intestine e getterà le basi per nuovi diritti universali”; e per fare questo Valmori alterna perfettamente i capitoli dedicati a Leonardo e Caterina, a cavallo tra 15esimo e 16esimo secolo, tra Forlì, Roma e Firenze, con quelli contemporanei i cui protagonisti sono Giorgio, un ingegnere informatico, e Anna, una guida museale perché “nella terra di Romagna l’arte e il mistero s’intrecciano intorno al furto di un dipinto raffigurante una donna fiera e combattiva”: complimenti all’autore per la sua straordinaria preparazione artistica e informatica che, in un melange assolutamente perfetto, attraggono chi legge e lo/la lasciano in un’apnea emotiva fino all’ultima pagina: standing ovation!

E complimenti per lo stile narrativo così ricco e variegato che ha il ritmo veloce di un giallo e che lascia senza fiato sia nei dialoghi che in quelle descrittive con continui colpi di scena; bravissimo nella caratterizzazione psicologica di Caterina Sforza che emerge come umanissima donna e come straordinaria governante in un periodo in cui non c’era alcuna donna leader.