dove tu non puoi più entrare, di Tiziana Mignosa

Figlie dell’albero
che l’abbraccio ha perso con la linfa
come foglie d’autunno scivolano
lentamente dal cielo a valle
pezzetti di cuore smarrito
.
Li osservo mentre dal sogno amato
-per vivere-
a fatica si distaccano
da quei fiori che profumavano di Luce
ma sapevano d’arsenico
.
E’ parto doloroso
che il suo travaglio snoda
tra il bisogno di respirare
la leggiadria della Bellezza Vera
e il tormento di non riuscire più a trovarla
.
Nella terra del nulla
si stempera il fuoco divampante
mentre brandelli di cuore
precipitano e si disperdono nella landa
grigia come il freddo dell’inverno più severo
.
Il dolore a tratti
sembra essersi dissolto
insieme a quella stupida rabbia
quando tentava invano di ricucire brandelli d’incanto
annegati nell’oceano tempestoso della delusione
.
Frammenti strappati dal tutto
ancora palpitanti
di lievi scintille di vita
a fatica si rialzano dal suolo
per poi volare lontano
.
E respiro in silenzio
finalmente
in quello spazio solo mio dove l’Anima
suo malgrado
a fatica ha creato invisibili muscoli
.
Dove tu non puoi più entrare
.
tiziana mignosa
febbraioduemilaventitre