se queste ali potessero volare, di Kyrie Mc Cauley, recensione di Loredana De Vita

Una narrazione densa e delicata è quella che ci offre Kyrie Mc Cauley nel suo romanzo “Se queste ali potessero volare” (Rizzoli, 2021), ma il tema di cui tratta è l’opposto di delicatezza ed è denso solo di dolore fisico e psicologico per la violenza del padre contro la madre e anche contro le sue tre figlie, Leighton, Campbell e Juniper.
Nei casi di violenza domestica poco si dice di quello che subiscono direttamente e indirettamente i figli, dei silenzi, della paura, dei sentimenti che provano mentre sanno che la loro madre è picchiata dal loro padre. Un sovvertimento totale della realtà come dovrebbe essere, l’assoluta mancanza di tutela e di protezione in frangenti troppo più grandi di loro come figli. Un dolore che si trascina dentro anche “dopo”, nel quotidiano scolastico e di relazione con i compagni e gli insegnanti che nulla devono sapere di quello che accade nella prigione della loro casa; quel “dopo” che è solo attesa del “come prima”, come prima della apparente serenità scolastica. Tornare a casa è come tornare nel buio e nel vuoto.
L’autrice, con perizia di cura e particolari, narra di questa vita scegliendo la voce narrante in prima persona di Leighton, affinché il lettore stesso sia coinvolto in quello che le accade e del suo dolore diventi testimone.
Leighton, figlia maggiore, all’ultimo anno di liceo, tenta di proteggere le sorelline, ma spesso invano. È divisa tra questo ruolo di protezione, la rabbia verso il padre, il rammarico per una madre che non riesce a salvarle prendendo decisioni più forti, il desiderio/necessità di costruire una vita propria, lo sconforto per una comunità che pur sapendo finge di non sapere e il ricordo di un padre diverso.
Nella vita di Leighton c’è un raggio di sole rappresentato da Liam, compagno di classe, che si innamora di lei; poi c’è un magico corvo, Joe, che sembra volerla aiutare nel suo peregrinare verso la salvezza, sono sue le ali sulle quali Leighton volerà per aiutare la sua famiglia e aprire spiragli di vita nuova.
La presenza di questa”magia” aiuta le ragazze ad affrontare la loro realtà, una realtà che spesso confondono con la magia e dalla quale si sentono imprigionate, ma sarà proprio il coraggio di guardare più oltre che renderà giustizia alla loro dolorosa storia.
“Se queste ali potessero volare” (Rizzoli, 2021) di Kyrie Mc Cauley è un libro ben scritto, capace di entrare nel mondo interiore di chi subisce violenza, importante per raccontare tutto quel non detto che, invece, dovrebbe essere gridato a voce alta. Lo suggerisco.