Manimàn, di Lorenzo Beccati, Oligo editore 2022, recensione di Daniela Domenici

Il sottotitolo di questo delizioso libro di Lorenzo Beccati, scrittore e autore televisivo genovese, è “storie inedite su Genova e paraggi”; ma prima desidero chiarire, per coloro che non sono di Genova, cosa significhi “manimàn”, la parola che dà il titolo all’opera,d e per far questo mi faccio aiutare da un attore e regista zeneise, Raffaele Casagrande, che ha dedicato una delle sue “lezioni” su YouTube durante la pandemia a “manimàn”. E’ una parola del dialetto zeneise di origine araba che significa “una cauta aspettativa verso gli eventi e verso il prossimo”
Nella prefazione del libro leggiamo che “manimàn” indica il classico atteggiamento di diffidenza e prudenza genovese e viene utilizzato al posto di “non si sa mai o “non sia mai”, cioè la legittima preoccupazione che un evento si possa verificare.
Lorenzo Beccati, zeneise doc, ha raccolto in quest’opera alcuni “fatti curiosi e desueti, spesso ignoti” che riguardano Genova in cui si è imbattuto, negli anni, per scrivere i suoi precedenti libri. E lo ha fatto con una deliziosa ironia che è la sua cifra distintiva; dalla Venere di Botticelli all’imperatrice Sissi, da Einstein a Churchill, dal primo clown alle donne delle candele e tante altre piccole, grandi storie l’autore ci regala un’opera che dà sorrisi del cuore e fa innamorare di Zena sempre di più.