il gatto del Dalai Lama, di David Michie, recensione di Antonella Sacco

(Titolo originale “The Dalai Lama’s Cat”, trad. Alice Crocella; originale pubblicato nel 2012; edizione italiana da me letta Edizioni Amrita del 2013)
Un romanzo semplice e leggero, come promette la sinossi; una lettura gradevole e rilassante, che offre anche spunti di riflessione e che lascia con una sensazione piacevole.
In realtà si tratta di una gatta, non di un gatto, che racconta la sua vicenda in prima persona. La gatta interagisce non solo con il Dalai Lama, ma anche con alcuni monaci a lui molto vicini e con altre persone e da questi incontri e da suggerimenti che vari lama offrono a chi si rivolge loro, impara a pensare e a comportarsi secondo gli insegnamenti del Buddha. Così, seguendo la sua crescita, il lettore viene a conoscenza dei principali principi del buddhismo (quelli che probabilmente sono già noti a molti, anche se non praticati), mostrati con esempi talvolta anche divertenti.