tra i banchi di scuola, di Espérance Hakuzwimana, recensione di Loredana De Vita
“Tra i bianchi di scuola” (Einaudi, 2024) di Espérance Hakuzwimana è un libro che offre una riflessione intensa e profonda sulla scuola italiana di oggi alla ricerca di una scuola che sia realmente inclusiva e dove ciascun studente possa fare ed essere la differenza a prescindere dalla cultura, la lingua e le tradizioni dei propri paesi di origine.
Come il titolo già presuppone, si tratta di una lettura dall’interno di che cosa accade a uno studente figlio di immigrati che entra a far parte di una comunità standardizzata e molto spesso rigida e poco disposta a condividere il proprio essere mutevole, proprio quello che, invece, la scuola dovrebbe insegnare a tutti.
Innegabili sono le difficoltà che si possono incontrare nell’entrare in contatto con culture diverse, soprattutto quando la difficoltà linguistica è evidente, ma queste sono difficoltà che si incontrano da qualsiasi parte della scuola si intenda essere parte e che solo insieme è possibile superare.
Lasciando parlare non solo l’esperienza personale, ma anche le voci raccolte da tanti studenti “stranieri”, l’autrice ci conduce per mano attraverso le tante difficotà che un immigrato di prima seconda o terza generazione incontra nel suo tentativo di essere parte del nuovo mondo che gli appartiene.
Ogni capitolo, infatti, è dedicato a una delle problematiche più evidenti e ogni capitolo dà spunti per una riflessione che sia un percorso di superamento di tali ostacoli (nome, lingua, cittadinanza, carriera scolastica) in nome della comune esistenza e del diritto di esistere.
Convivere, condividere, diventare parte, non significa abbandonare le proprie origini, ma, anzi, fare della diversità una ricchezza nei fatti e non solo nelle teorie. Solo insieme, senza schierarsi da una parte o dall’altra è possibile fare cultura e, quindi, essere scuola.
“Tra i bianchi di scuola” (Einaudi, 2024) di Espérance Hakuzwimana è un libro che suggerisco vivamente non solo a chi si interessa di scuola, ma a chiunque voglia effettivamente comprendere come possa sentirsi l’altro dinanzi ai pregiudizi sommersi nel desiderio di superarli.
