inverno, di Adele Libero

Si sono ricoperti già di neve
tutti i rametti delle piante fuori,
forse non s’aspettavano il biancore
che in un momento le ha invecchiate bene.
Perfino i passerotti son stupiti
e sulle piume passano il beccuccio,
il gatto, invece, siede ben lontano,
felice solo quando arde il camino.
Io passo e scaldo al fuoco le mie mani,
ma penso a chi non ha questa fortuna,
ai bimbi freddi nel gelo ucraino,
alle mamme che scaldano i pigiami.
Dicembre non ha mai nessuna colpa
se siamo noi a far cader le case,
laddove un tempo si cenava al caldo
e s’attendeva l’ora di Papà Natale.
Ma forse il Bimbo che adesso nasce
fa ragionare chi le bombe spara,
toglie il potere a chi vaneggia invano
oppure spazza via la razza umana.