Umane traiettorie, di Luisa Patta, BookTribu 2022, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa dalla struggente, emozionante e commovente raccolta di splendidi racconti di Luisa Patta che già dalla dedica iniziale affascina

A tutti e ciascuno.

Ai voli, alle cadute.

Ai ritorni, alle partenze.

Agli amori, punti cardinali.

Alle infinite strade percorribili

Impossibile scegliere la preferita tra le tante storie, dolcissime, dure, vere, dense di sinestesie, ossimori, neologismi, in una parola di POESIA. Hanno lunghezze diverse ma sono legate da un fil rouge: il desiderio di raccontare le tante traiettorie umane, alcune reali, altre magiche, sulle quali l’autrice si è trovata a camminare, a interagire, a lasciarsi irretire con una empatia che colora il cuore e la mente: standing ovation, Luisa!

Concludo estrapolando due paragrafi dai ringraziamenti finali di Patta “Scrivere, senza raccontare, mi è impossibile. Allora…vi racconto di una bambina che sognava storie a occhi aperti, di notte, di giorno. E aveva un libro di parole magiche con cui viaggiava per finta, ma anche per davvero. Come tutti i bambini fanno. I miei primi ringraziamenti vanno a lei, per aver iniziato a scrivere le sue storie in un quaderno a righe stropicciato e non aver mai più smesso. Ringrazio le protagoniste e i protagonisti di questi racconti per avermi cercato e lo spazio di ascolto in cui ci siamo trovati. Ringrazio le notti silenziose in cui scrivo e le idee buone, che arrivano alla penna e si trasformano in parole d’inchiostro” e noi la ringraziamo di vero cuore per averlo fatto.