Voci del tempo, di Cristina Origone, 2025, recensione di Daniela Domenici

Sono appena riemersa dalla lettura di questo splendido libro che la scrittrice genovese Cristina Origone ha dedicato a 29 regine del giallo alle quali fa fare un viaggio nel tempo, come dice il sottotitolo, le cui modalità scopriremo leggendolo e la cui vita viene descritta con una magica e perfetta empatia.
Cito dal prologo “Ci sono voci che attraversano il tempo. Non sono le grida di battaglie né i canti solenni di eroi dimenticati. Sono bisbigli, penne che scorrono su fogli ingialliti, parole che sfidano i secoli. Sono voci di donne. Di scrittrici. La storia non le ha sempre ascoltate: alcune sono state ignorate, altre dimenticate tra gli scaffali di biblioteche polverose. Tuttavia, le loro parole hanno viaggiato, più longeve di qualsiasi carne e ossa, più resistenti di mura crollate e imperi perduti. Io le ho cercate”; queste straordinarie scrittrici vanno da Ellen Wood, nata nel 1914, a Patricia Highsmith, nata nel 1921, alcune sono più famose come Agatha Christie, altre meno ma sono tutte accomunate dall’essere autrici di gialli che hanno oltrepassato il loro tempo perchè vengono ancora letti e apprezzati nel ventunesimo secolo.
Nella postfazione Origone conclude “Con questi racconti ho voluto rendere omaggio al coraggio, alla creatività e alla determinazione di tante scrittrici straordinarie. Ho cercato di dare voce alle loro esperienze, di entrare nei loro mondi, di immaginare cosa le avesse spinte a scrivere, spesso contro tutto e tutti. Ho cercato di riportare alla luce anche le voci che la storia ha dimenticato o messo a tacere, pur sapendo di non poter comprendere e rappresentare appieno tutte le sfumature e l’intensità delle esperienze che hanno vissuto”; ci è riuscita perfettamente perché ogni storia è così arricchente e appassionante che viene il desiderio di conoscere queste 29 scrittrici più da vicino scegliendo di leggere almeno una delle loro opere: standing ovation!