Come quando fuori muori!, di Marina Crescenti, Mursia editore 2025, recensione di Daniela Domenici

Superlativamente splendido: inizio la mia recensione con questo incipit iperbolico perché se lo merita tutto Marina Crescenti, scrittrice di gialli e non solo, che non conoscevo e che mi ha emozionato, appassionato e avvinto dalla prima all’ultima pagina di questo suo romanzo che ho divorato in poco più di ventiquattro ore, non riuscivo a staccarmene e a riemergere: standing ovation!
I primi complimenti vanno allo stile, semplicemente perfetto, ricco e variegato, dal ritmo velocissimo, che non lascia respirare, si sta in una continua apnea emotiva fino all’ultima riga. Bravissima nel caratterizzare i dialoghi, divertenti quelli in cui interagisce Orfeo, uno dei suoi collaboratori, che tradisce la sua origine pescarese.
Complimenti di vero cuore per la trama immaginata, intricata al punto giusto, densa di continui colpi di scena che riscrivono la storia, al cardiopalmo fino all’epilogo assolutamente inatteso.
E straordinariamente brava nel caratterizzare in primis il commissario Narducci, di cui ci si innamora sin da subito, e poi i/le tanti/e coprotagonisti/e, dalla moglie Gloria alle figlie e ai generi, dal medico legale al PM e, soprattutto, al suo favoloso, coeso, collaborativo e affettuoso staff; ognuno/a di loro trova il giusto spazio che mette in luce le rispettive competenze.
Concludo con un ultimo complimento per aver reso Milano, le sue strade, i suoi edifici pubblici e i suoi tesori d’arte una splendida protagonista: bravissima!