accadde…oggi: nel 1927 nasce Agnese De Donato

https://it.wikipedia.org/wiki/Agnese_De_Donato
https://ilcalendariodelledonne.wordpress.com/
Agnese De Donato (Bari7 gennaio 1927 – Roma5 marzo 2017) è stata una fotografagiornalista e gallerista italiana.

Nata a Bari, ha vissuto e lavorato a Roma.

Nel 1957, con Gina Severini (figlia del pittore Gino Severini e moglie dello scultore Nino Franchina), ha aperto in Via Ripetta la libreria Al ferro di cavallo[1][2], dove si incontravano i maggiori scrittori, artisti e giornalisti dell’epoca e che esponeva le opere di autori vari: la pop art italiana e americana, i Novissimi, il Gruppo 63, i poeti (Giuseppe UngarettiLeonardo Sinisgalli[3][4]Tristan TzaraEzra PoundJorge GuillénLibero De LiberoAugusto FrassinetiBernardo BertolucciPier Paolo Pasolini) e gli artisti visivi (Alberto BurriAfroGiuseppe CapogrossiGastone NovelliAchille Perilli), che verranno poi immortalati dal suo obiettivo[5].

Dopo questa esperienza durata dieci anni, rievocata nel volume Via Ripetta 67[6], nel 1968 ha iniziato a lavorare come giornalista e fotografa[7].

Ha collaborato con i quotidiani “Paese Sera” e “La Gazzetta del Mezzogiorno” e con molti periodici, fra cui “L’Espresso“, “Cosmopolitan”, e “Panorama”, con inchieste, interviste e fotografie a personaggi della cultura, della politica e dello spettacolo[7].

Negli anni Settanta ha curato i rapporti con la stampa per varie compagnie teatrali d’avanguardia[8] – tra cui il Teatro La Piramide di Memè Perlini e il Laboratorio di Camion di Carlo Quartucci e Carla Tatò – e per la rivista Documento Arte, come giornalista e fotografa. È stata fotografa di scena del Teatro d’avanguardia di, tra gli altri, Giuliano VasilicòGiancarlo NanniLeo De BerardinisDacia Maraini.

Nel 1973 ha fondato con altre giornaliste “Effe”, la prima rivista femminista in Italia, a cui ha collaborato come redattrice e fotografa. Sue molte delle copertine della rivista e la foto simbolo del femminismo, adottata dal Movimento di liberazione delle donne, “Donne non si nasce, si diventa”[7][9][10].

Nel 2008 ha pubblicato “Cosa fa stasera?”[11], un volume che raccoglie una selezione delle interviste realizzate negli anni Settanta e Ottanta a personaggi illustri dell’epoca sul quotidiano “Paese Sera”.

Nel 2015 ha partecipato al documentario “Swinging Roma” del regista Andrea Bettinetti [12], come testimone della scena artistica degli anni Sessanta a Roma.

Dagli anni Sessanta al 2017, Agnese De Donato ha svolto attività di ufficio stampa, collaborando con istituzioni fra le quali l’Accademia Filarmonica Romana, il Teatro dell’Opera di Roma, l’Accademia Nazionale di Danza, per l’Aterballetto di Amedeo Amodio[13][14], per il Festival sperimentale di Alessandria, di Todi e del teatro di Anagni e per altri festival, concerti, teatri.

Ha promosso artisti come José CarrerasMontserrat CaballéLorin Maazel e molti altri collaborando con i grandi nomi della danza. In particolare con Vittoria Ottolenghi scrittrice, critica, saggista, giornalista, tra le più celebri esperte italiane di balletto, che la volle sin dalla prima edizione del Festival di Castiglioncello. Nello stesso periodo curava l’ufficio stampa del Festival di Cagliari, e per più di 15 anni, si è occupata di gestire quello dell’Accademia Nazionale di Danza durante la direzione di Margherita Parrilla.

Ha ritratto artisti come Carla FracciEkaterina MaksimovaMajja Michajlovna PliseckajaVladimir Vasil’evElisabetta Terabust, Patrick Dupond, Rudol’f Nureev, e gli allora giovanissimi del Teatro dell’Opera.

Nel febbraio 2017 ha vinto il Premio speciale “EUROPAinDANZA” [15] per anni di divulgazione e promozione della danza attraverso il ruolo di ufficio stampa.

Ha partecipato a numerose esposizioni e, poco dopo la sua morte avvenuta a marzo del 2017 [7][16][17][18], i figli Francesco, Giovanni e Michele Pogliani inaugurano la sua prima mostra personale: “Anni ’70… io c’ero” [19], tenutasi presso la Galleria De Crescenzo&Viesti di Roma. Una raccolta di più di cento foto degli anni Settanta, stampate all’epoca direttamente dall’autrice.

L’archivio comprende circa 200.000 negativi, prevalentemente in bianco e nero, e qualche migliaio di stampe d’epoca. I temi trattati sono: politica, cinema, danza, femminismo e teatro d’avanguardia negli anni Settanta a Roma[5].