Ostinato silenzio, di Maria Masella, Fratelli Frilli editori 2025, recensione di Daniela Domenici

Ho l’onore e il piacere di conoscere de visu la straordinaria e prolifica scrittrice Maria Masella, zeneise doc, della quale ho recensito varie opere in questi anni e che ho presentato in più di un’occasione.
Antonio Mariani, commissario capo a Genova, sua moglie Francesca, detta Fran, e l’ispettore Lorenza Petri sono ormai, per chi legge i suoi gialli “targati” Fratelli Frilli, delle persone di casa a cui si è affezionati/e
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in questo suo romanzo più recente, che ho divorato in un soffio nonostante le sue 308 pagine, Masella si è superata perché riesce a farci percepire tutta la gamma delle emozioni altalenanti che Mariani è costretto a vivere quando sua moglie si trova coinvolta, suo malgrado, con il primo dei tanti omicidi che si susseguiranno; soffriamo insieme a lui per i dolorosi silenzi, i dubbi non dissipati, le domande senza risposta fino a che con l’aiuto prezioso non solo di Petri ma anche di Torrazzi e Semino, anatomopatologi e sinceri amici, e della commissaria di Savona riuscirà a dipanare l’intricata matassa e capire quale sia il fil rouge che lega gli efferati delitti e chi sia il deus ex machina che sta dietro a tutto: standing ovation, Maria!
E complimenti di vero cuore ancora una volta per come fa diventare la sua (e anche mia) Zena una superba coprotagonista, con le sue strade e i suoi vicoli, i suoi piatti più gustosi, il suo dialetto: bravissima!