accadde…oggi: nel 1902 nasce Argentina Cerne, di Cecilia Babolin

Memorie d’artista. Cinquant’anni dopo. Prima parte

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Un’altra figura da riscoprire è sicuramente la pittrice Argentina Cerne (Trieste, 28 gennaio 1902 – Trieste, 6 aprile 1974).

Sebbene la pittura fosse una delle poche attività concesse alle donne agli inizi del Novecento, l’apprendimento per loro non era facile come invece accadeva per gli uomini; Argentina Cerne è, infatti, l’unica allieva a ottenere il permesso speciale dalla Scuola di Nudo di Trieste che frequentava per assistere alle lezioni in presenza di modelli maschili, suscitando ovviamente scandalo e polemiche.
Dopo gli studi si trasferisce da sola a Milano dove continua a dipingere e ha modo di imparare l’arte del restauro pittorico, che le consente di guadagnarsi l’indipendenza economica. Rimane nel capoluogo lombardo fino al 1943, quando i bombardamenti distruggono il suo studio, costringendola dunque a tornare a Trieste.
Si specializza in paesaggi, soprattutto marine, ricche nature morte floreali e qualche ritratto femminile.

Argentine Cerne, luminarie in porto, 1966
Argentina cerne, natura morte, 1940-43
Argentine Cerne, ritratto della sorella Alba, 1935

Dal 1950 al 1971 si trasferisce in Spagna, dove prosegue nel lavorare come restauratrice presso gli antiquari della Castiglia e a dipingere nel tempo libero, realizzando ritratti delle persone a lei vicine. Risulta purtroppo molto difficile ricostruire la carriera di un’artista come Argentina Cerne: molti suoi lavori sono rimasti in Spagna, una discreta quantità di opere conservata nel suo studio milanese è andata perduta, inoltre non potendo dedicare la totalità del suo tempo all’arte poiché impegnata nel lavoro e nella gestione della famiglia, non sempre è stata costante nel dipingere. Questo è un problema che si riscontra spesso nelle artiste che faticano ad affermarsi come professioniste, assente, o perlomeno molto più raro, quando si parla invece di uomini.
Recentemente alcuni suoi dipinti sono stati acquisiti dal Museo Revoltella di Trieste.
Questa prima carrellata di artiste si conclude con la pittrice e scultrice Lina Arpesani
(Milano, Aprile 1888 – Milano, 9 giugno 1974) formatasi nel clima vivace della
Milano prefuturista.
Fin dagli anni Dieci è molto attiva nel promuovere l’arte femminile a livello professionale, al pari di quella dei colleghi e non come semplice hobby domenicale da dilettanti, attraverso la partecipazione ad associazioni di sole donne come la Federazione artistica femminile italiana. Questa attività verrà proseguita anche negli anni Trenta con l’Associazione nazionale fascista donne artiste e laureate.

Lina Arpesani, autoritratto anni 10
Lina Arpesani, Venere mattutina, 1935

La sua produzione è piuttosto prolifica, Arpesani è sempre presente a ogni occasione espositiva milanese. Nel dopoguerra si dedica all’insegnamento di Plastica ornamentale all’Accademia di Brera e all’Istituto d’Arte di Napoli.