la settimana bianca, di Emmanuel Carrère, recensione di Antonella Sacco

La settimana bianca – Emmanuel Carrère * Impressioni di lettura
(Titolo originale “La Classe de neige”, trad. Maurizia Balmelli; originale pubblicato nel 1995; edizione italiana da me letta Gli Adephi, 2014)
Un breve romanzo, scritto molto bene, che ti immerge in un’atmosfera angosciante. Anzi, peggio. Scritto seguendo i pensieri, i sentimenti e le sensazioni del protagonista, un bambino di sette anni, costringe il lettore a sentirsi quel bambino e a stare male, malissimo, con lui. Per questo ho detto che il romanzo è scritto molto bene: non è da tutti avere una tale capacità; per lo stesso motivo, però, è davvero angosciante.
Il bambino, Nicolas, è (o si sente) emarginato dai compagni di classe e trascorrere due settimane insieme a loro, con la sola maestra e un animatore, Patrick, in uno chalet di montagna è una prospettiva che gli fa paura, ha perfino terrore di bagnare il letto (perché qualche volta ancora gli capita). Nicolas immagina di continuo scenari drammatici, a partire dalle varie situazioni in cui si trova, e questo lo fa sentire ancora peggio.
Non posso dire altro sulla trama per non svelare troppo.
Non avevo letto altre cose di questo scrittore, ma non credo che leggerò altro, non sono in cerca di testi tanto opprimenti.