Nove novelle senza lieto fine, di Enrica Bonaccorti, Baldini e Castoldi 2025, recensione di Daniela Domenici

Avrei voluto farti leggere questa mia recensione, Enrica, come ho fatto per le precedenti ai tuoi splendidi libri
https://danielaedintorni.com/?s=enrica+bonaccorti
mi hai fatto anche l’onore di creare per me un acrostico con il mio nome…
spero che tu possa leggerla da lassù dove sei andata, che possa sorridere e creare per me un altro acrostico che mi arriverà sulle ali del pensiero.
Questo tuo splendido, nuovo libro che ho letto in un soffio e che mi ha emozionato e commosso come sempre è una raccolta di nove novelle senza lieto fine, come sottolinei tu nel titolo, ogni epilogo è un pugno nello stomaco, lascia un’amarezza indicibile, non te l’aspetti; ma le tue novelle sono anche microcosmi, piccoli mondi pieni di vita che la tua sconfinata fantasia ha immaginato, ognuna di loro potrebbe essere recitata sul palcoscenico, sono drammaturgiche in un modo ineffabile: grazie, Enrica!
Per arricchire queste tue novelle hai aggiunto tante tue splendide poesie composte in vari anni; una di loro in particolare mi ha colpito e permettimi di estrapolarla qui, l’hai scritta due anni prima di lasciarci…
Ho spesso pensato
alla morte
ma non ci ho mai veramente creduto
Soprattutto alla mia
Ora fra anagrafe e acciacchi
qualche dubbio mi assale
E se anch’io fossi mortale?
Ma non voglio sapere
né approfondire
l’idea di morire
mi uccide.
Ciao Enrica e grazie per aver incrociato il mio cammino, seppure solo virtualmente…