Azzurro amianto, di Emilia Bersabea Cirillo, Le plurali editrice 2022, collana Le Cantastorie, recensione di Daniela Domenici

Superlativamente splendido questo romanzo di Emilia Bersabea Cirillo che mi ha emozionato e commosso e che ho letto in un soffio nonostante la mole.

I primi complimenti vanno alla magica caratterizzazione di Bianca, la bambina speciale attorno alla quale ruotano tutte le altre protagoniste, dalla madre Beatrice ad Ausilia, da Antonietta a Ida; ognuna di loro ha un ruolo diverso nella sua vita e insieme riusciranno a crearle intorno, tra alti e bassi, un ambiente di pace, affetto e serenità.

Il cuore della storia raccontata da Cirillo in modo straordinariamente appassionante ed empatico è, però, la tragedia dell’amianto azzurro respirato in provincia di Avellino, dove si svolge la vicenda, dopo il terremoto dell’Irpinia, delle persone ammalatesi e morte per questo e delle lotte portate avanti dalla popolazione per avere un risarcimento e la condanna dei colpevoli dell’asbestosi. Ecco come conclude l’autrice “È stato disposto un risarcimento di cinquanta mila euro per ognuna delle famiglie dei trentatré ex operai deceduti per patologie correlate alla prolungata esposizione all’amianto. Assolti per non aver commesso il fatto gli altri imputati che dovevano rispondere di concorso in disastro colposo per omissione di atti d’ufficio. Tra questi l’ex sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso e la giunta comunale del tempo, tre dirigenti comunali, i titolari delle imprese che si sono succedute nei lavori di bonifica del sito, il curatore fallimentare dell’Isochimica. Il processo, durato quasi sei anni, si è svolto nell’aula bunker del carcere di Poggioreale a Napoli. Nel corso delle numerose udienze è emersa la lunga catena di responsabilità che ha causato la morte di trentatré operai della ditta. Ad oggi, almeno altri duecento ex operai risultano ammalati di patologie correlate ad asbestosi”. E perfetta è anche la caratterizzazione di don Antonio, il parroco sempre in prima linea, e di Renato, un ex operaio: bravissima! standing ovation!