“Non credo al Paradiso” di Patrizia Varetto, recensione di Daniela Domenici

“Innamoratevi” diceva Benigni nello splendido discorso sulla poesia nel film “La tigre e la neve”…bene, come Benigni, vi dico INNAMORATEVI di questa seconda opera della scrittrice torinese Patrizia Varetto che, dopo il debutto con “Cuori imperfetti” da me scoperto casualmente tra gli scaffali, amato e recensito, si è superata con questo piccolo capolavoro che è “Non credo al Paradiso” edito da Instar Libri.

E’ la storia di una rinascita dolorosa, prima fisica e poi psicologica, di una donna, Eleonora, che dopo aver subito due perdite atroci, grazie alla conoscenza, e poi all’amicizia con Sahar, una donna palestinese, ritrova la voglia di credere in qualcosa, di combattere e rischiare per un ideale. E tutto questo avviene in quel paese che pochi di noi conoscono, di cui si parla sempre marginalmente: Israele e la striscia di Gaza.

Grazie a questo libro Patrizia Varetto ci porta nei luoghi in cui la guerra è pane quotidiano, in cui le esplosioni fanno strage di civili inermi, soprattutto bambini; e sono proprio dei bambini i protagonisti di questa storia dolce, commovente, tragica e attualissima. Shada, Layla, Bilal, e Philippe e Gadi anche se solo attraverso il ricordo delle loro madri, sono descritti magistralmente dalla Varetto che li rende tangibili a tutti noi così come la figura dell’avvocatessa Leah, di Ghadya e di sua figlia Farah. Ottima anche la caratterizzazione dei personaggi maschili, su tutti quella di Rachid ma anche quella del fratello di Eleonora, Nicola, e di Lewinsky che colorerà con qualche pennellata di rosa la nuova vita di Eleonora.

Un libro che andrebbe fatto leggere anche nelle scuole superiori per far conoscere agli studenti questa realtà di guerra continua così vicina geograficamente al nostro paese eppure così distante a livello d’informazione: grazie Patrizia per aver scelto questa tematica e questa parte del mondo per ambientare la tua splendida storia di morte e rinascita.

Leggetelo e innamoratevene.