22 settembre: san Maurizio d’Agaune

http://www.alpinialbate.it/index.php/gruppo/1715-22-settembre-s-maurizio-patrono-degli-alpini

Patrono del corpo degli Alpini ed esempio del guerriero cristiano è San Maurizio, un martire del III secolo, la cui memoria è celebrata il 22 settembre.

Il più antico documento sul suo martirio e su quello dei suoi commilitoni della Legione Tebana risale al 450-455 circa e fu scritta dal vescovo Eucherio di Lione, che cita come fonti delle sue notizie il vescovo Isacco di Ginevra che a sua volta le aveva apprese dal vescovo Teodoro di Octodurum, vissuto nella prima metà del IV secolo. Quest’ultimo aveva scoperto i corpi dei martiri e li aveva traslati in una basilica fatta costruire apposta ad Agauno, località chiamata oggi S. Maurice, nel Vallese in Svizzera.

Il racconto presenta Maurizio come il primicerius, uno degli ufficiali comandanti, della Legione Tebana. Questa pare fosse originaria dell’Egitto ed era stata trasferita dall’Oriente dall’imperatore Massimiano Erculeo per perseguitare i cristiani della Gallia. Il vescovo Eucherio parla di seimilaseicento soldati, tutti cristiani. Ma questo è improbabile perché una legione completa comprendeva un migliaio di uomini circa. Comunque questi cristiani si rifiutarono di combattere i loro correligionari.

(Un’altra leggenda più tarda ma storicamente più probabile racconta che Maurizio e i suoi compagni, durante una spedizione di repressione contro la popolazione dei Bagaudi, si rifiutarono di partecipare ad un sacrificio propiziatorio agli dèi).

Massimiano ordinò quindi di flagellarne uno ogni dieci e poi di decapitarli, ma inutilmente perché i sopravvissuti rimasero fermi nella loro convinzione. Dopo una seconda decimazione, durante la quale i capi della legione, Maurizio, Essuperio e Candido, incoraggiavano i loro compagni, fu decapitata tutta la truppa.

Gli storici collocano questo martirio nell’anno 286. Nel 380, durante l’episcopato del sopra citato Teodoro fu rinvenuto un cimitero gallo-romano: si pensò che fosse il luogo di sepoltura dei martiri e le spoglie esumate furono trasferite nella piccola basilica di cui esistono ancora i resti. Sullo stesso luogo furono costruite altre chiese e abbazie, nel VI, VII, e XI secolo. La Chiesa attuale è stata edificata nel XVII secolo.

Ciò testimonia del perdurare del culto di S. Maurizio nei secoli. Gli sono intitolati vari ordini cavallereschi, tra cui quello dei Santi Maurizio e Lazzaro, istituito nel 1434 da Amedeo di Savoia e la croce del gonfalone con cui viene raffigurato compare sulla bandiera della Confederazione Elvetica: S. Maurizio ci ricorda che chi è superiore per grado o imbraccia le armi per necessità deve anche essere superiore nel sacrificio e nella responsabilità, unendo il valore alla virtù.

Con decreto papale del 19 luglio 1941, Papa Pio XII ha dichiarato “San Maurizio martire celeste patrono presso Dio del Corpo dell’Esercito Italiano denominato Alpini”.

San Maurizio era nato a Tebe ed era capo della legione tebea che venne martirizzata durante la decima persecuzione. Questa legione era formata da 6666 soldati, di origine egiziana. La legione prestava servizio normalmente ai confini orientali dell’impero, ma dovendo Massimiliano contrastare gli attacchi dei Marcomanni, la fece trasferire in Gallia.

Quando l’esercito giunse presso le Alpi, nella zona del Vallese, la legione ricevette un ordine imperiale al quale non volle obbedire, due sono le versioni, secondo una prima l’imperatore ordinò ai legionari di giurare fedeltà all’impero sull’altare delle divinità, la seconda invece racconta che alla legione fu chiesto di scovare i cristiani che si nascondevano nella zona.

I soldati, che erano quasi tutti cristiani, si rifiutarono di obbedire e l’Imperatore diede ordine che fosse ucciso un soldato ogni dieci. Né la prima né la seconda decimazione fece cambiare idea ai soldati. Allora Massimiliano ordinò lo sterminio, al quale sopravvissero pochissimi uomini, tra questi San Alessandro, Cassio, Severino, Secondo e Licinio che ripararono in Italia. Una leggenda dice che il sangue dei martiri fu raccolto e conservato in un vaso da San Martino. La località in cui avvenne il martirio di San Maurizio e tutta la legione tebana è l’odierna Saint Moritz in Svizzera.