La mia Firenze Marathon 2012 di Roberto Alunni
FIRENZE, 25 NOVEMBRE 2012 ORE 9,15
Eccoci qua, come sempre più di sempre, brusii, sorrisi, tensioni,
quell’odore, quell’aria irreale,
vecchie maglie che volano, impermeabili di plastica che si incastrano tra i piedi.
Si parte, 20.000 scarpette, 10.000 sogni, applausi, colori,
bambini stupiti che increduli salutano,
vedo Andrea che aspetta suo figlio Gabriele per scortarlo qualche chilometro alla sua prima avventura.
Tutto scorre incantevole sui viali deserti di auto e di smog,
ci siamo solo noi,
ancora viali che stanno per regalarci il parco,
Stefano, Rossana e Cristina, mia moglie,
la persona che in questa mia enorme passione mi sopporta, mi coccola, mi sostiene,
afferro mezza bottiglia d’acqua, lascio il cappellino, un bacio e riparto,
qui sono a casa, potrei correre bendato.
Le Cascine, gente, tanta gente, Margrit con il suo campanaccio, Francesco, facce conosciute e non,
Ponte alla Vittoria, Elettra che mi prende in giro come sempre,
Lungarno, Paolino in bici, un saluto e via.
Porta Romana, Roberta già piazzata per foto,
Piazza Pitti, musica e gente,
Ponte Vecchio, gente, ancora gente,
Ponte alle Grazie con Maurizio che aspetta Donata, la mezza,
scorgo Nino sulla sinistra che si è fermato, un incoraggiamento e proseguo.
Bellariva, Ponte al Pino, i brusii,
diminuiscono i sorrisi anche soltanto l’aria,
soltanto l’odore rimangono uguali.
Lo Stadio, qui comincia la maratona, quella vera, quella che tutto si prende o tutto ti dà.
Il 30° chilometro, mia sorella Alessandra, mia nipote Irene stupite, emozionate come me e più di me, ancora foto e ancora gente,
riparto, il ritmo si fa più fluido, più veloce,
una strana magia sembra prendersi cura di me,
sul Cavalcavia mi sento chiamare, riconosco Massimo, un caro amico,
33°-34°, Piazza D’Azeglio, SS. Annunziata, le stradine del centro sembrano sparire,
colori gente, sempre più gente,
il Duomo, brividi, mi saluta Andrea che ha lasciato Gabriele al suo destino (che si rivelerà eccellente).
Porta al Prato, Lungarno, magia, magia, S. Trinita, Ponte Vecchio,
il Duomo e ancora brividi, ancora gente, ancora magia.
Via Ghibellina dove incontro Huxua compagno di squadra, è affaticato ma chiuderà mezz’ora meglio dello scorso anno, bravo.
Ancora l’ultimo Lungarno, quello vero, quello che ti prepara e ti consegna alla storia, ognuno la sua,
poi arriva lei, Piazza Santa Croce,
la solita aria, il solito odore, ma soprattutto magia.
Cerco Cristina in tribuna, non la vedo, ma la sento, eccome la sento,
la sento come non mai finché i nostri sorrisi si fondono su quell’azzurro tappeto,
azzurro come il cielo che in quel momento rende omaggio alla mia fatica.
Questi sono i miei 42,195 chilometri, questa è la mia Firenze Marathon, la corsa che mi ha restituito tutto quello che altre volte si era preso.
Un grazie alle amiche della Palestra di cui non ricordo i nomi ma che ho incrociato più volte sul percorso e che mi hanno sempre sostenuto.
Sono le 19,30, Rai Sport trasmette la gara.
Si parte, non ci sono brusii, non c’è più quell’aria,
non c’è più quell’odore,
non c’è più gente,
rimane soltanto… MAGIA.
Roby


Sono la mamma di Gabriele…quel Gabriele che hai citato con suo padre Andrea…io non sono un’atleta e non ci capisco niente di maratone ma tu con questa bellissima lettera mi hai fatto condividere queste stupende sensazioni, ti ringrazio per questa opportunita’…e’ stato meraviglioso. :))
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Grazie al sito e a Roberto per questa poesia. Vedermi citato mi ha emozionato, anche perché, pur non avendola potuta correre, ho comunque condiviso in pieno le emozioni di mia moglie Donata e di tutti gli altri runners, come Roberto, che ho avuto l’onore di incitare lungo il percorso.
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Grande atleta dal cuore romantico,un abbraccio Roby
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Leggendo il post ho percorso anche io le magiche strade della Maratona!
Molto coinvolgente!
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🙂
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Grazie Nino e Daniela, siamo molto colpiti da questa vostra scelta di pubblicare la poesia su questo sito e ci fa molto piacere. Un abbraccio!
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grazie a Roberto e al suo racconto poetico, Cristina 🙂
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Grande Roby !! hai scritto una poesia !! bravissimo come atleta e come poeta !! un abbraccio.
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che racconto poetico della tua Firenze marathon, Roberto, grazie per averlo condiviso con noi 🙂
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