“Grano” di Adele Libero
C’era, quasi bollente borbottava,
tra tutta quella terra soffocante,
da mane a sera, coperta di neve,
il seme cambiava, lento cresceva.
…
La pioggia l’aveva fortificato,
gonfiato d’amore e voglia di vita,
di sotto esplodeva, cercava spazio,
col suo fiato alfin vedeva la luce.
…
Nel caldo di giugno sembrava festa,
più d’una sposa era bello e ridente,
lo dolse quel taglio, pur improvviso,
grano mietuto, per chi ha tanta fame
or sei paradiso.

Dal mio libro “L’ONORE E LA DIGNITA’ “. l’oro del frumento aveva fatto da padrone e aveva così ricompensato il sudore che mio padre insieme ai suoi operai avevano versato). Per me era una grande festa; i covoni del frumento appena falciato emanavano nell’aria un profumo speciale, erano lì generosi di chicchi dorati pronti per essere trebbiati,
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