“Il Barbone” di Adele Libero

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C’è un cartone che vale mille stelle,

e stracci vecchi più morbidi di piume,

panchine del parco o un marciapiede

e dentro ci sei. Tu sei un barbone.

Ricordi stretti in un fazzoletto,

in bocca un masticare vecchi amori,

l’aria ed il cielo scelti come casa,

un orologio che non rende schiavi.

Un volto che ha quaranta primavere

ma quello specchio ne darebbe ottanta,

le rughe fanno geografia sul viso

e gli occhi son profondi segnalibri.

Si vive dentro  l’ora ed il minuto,

tutto osservando e chiedendo niente,

la gente intorno passa e non ti vede,

passa la gente, strana e indifferente.