“Il Barbone” di Adele Libero
C’è un cartone che vale mille stelle,
e stracci vecchi più morbidi di piume,
panchine del parco o un marciapiede
e dentro ci sei. Tu sei un barbone.
…
Ricordi stretti in un fazzoletto,
in bocca un masticare vecchi amori,
l’aria ed il cielo scelti come casa,
un orologio che non rende schiavi.
…
Un volto che ha quaranta primavere
ma quello specchio ne darebbe ottanta,
le rughe fanno geografia sul viso
e gli occhi son profondi segnalibri.
…
Si vive dentro l’ora ed il minuto,
tutto osservando e chiedendo niente,
la gente intorno passa e non ti vede,
passa la gente, strana e indifferente.
