“Una stanza piena di sogni” di Ruta Sepetys, recensione di Daniela Domenici

 una stanza piena di sogni

Sono entrata in “Una stanza piena di sogni” soltanto ieri mattina quando dallo scaffale delle novità della mia libreria preferita mi ha chiamato e mi ha a tal punto ammaliato che non ne sono più uscita fino a poco fa quando, poco più di ventiquattrore dopo, ho letto l’ultima delle 308 pagine e sono riemersa, molto a malincuore, per raccontarvi le emozioni che mi ha regalato.

Innanzitutto voglio ringraziare la bravissima traduttrice Roberta Scarabelli che ha saputo rendere perfettamente nella nostra lingua la magia di “Out of the easy”, titolo originale dell’opera, “un romanzo intenso sul potere dei sogni…una storia unica che racconta di scelte difficili e svolte coraggiose, di fughe e di speranze, di sete di vita e voglia di sognare…”

La straordinaria protagonista di questo secondo libro di Ruta Sepetys, dopo il bestseller del 2011 “Avevano spento anche la luna”, è una ragazza diciassettenne, Josie Moraine, che vive a New Orleans e che non sa cosa sia un abbraccio, non ha mai avuto il calore di una carezza, non ha mai ascoltato il suono di una voce dolce, si è sempre dovuta arrangiare da sola per sopravvivere (e il motivo lo scoprirete leggendolo); il suo unico sollievo sono i libri ed è nella stanza sopra la libreria del quartiere dove vive che si rifugia nei pochi momenti liberi delle sue giornate, è un angolo segreto tutto suo.

Ruta Sepetys con “una scrittura intensa per una storia indimenticabile” come scrive Il NYT riesce a incantare i lettori che si commuoveranno e sorrideranno, come la sottoscritta, alle storie del mondo i Josie pieno di personaggi memorabili, in primis Willie e Coke ma anche Jess e Patrick e Charlie e Charlotte e tanti altri ancora splendidamente caratterizzati dall’attenzione ai particolare dell’autrice.

Avrete capito che è un libro da cui lasciarsi ammaliare perché “colpisce dritto al cuore”, come scrive Booklist: grazie Ruta, non vedo l’ora di assaporare il tuo precedente bestseller.