“Prima e dopo l’Aurora” di Anna Maria Frascaroli, recensione di Daniela Domenici

 prima e dopo l'aurora

Già il titolo di questo libro di Anna Maria Frascaroli è un perfetto gioco di parole tra “aurora” sinonimo di “alba” e il nome femminile. E Aurora sarà la protagonista, nel bene e nel male, di questa storia che ha i contorni indefiniti e magici dell’aurora quando ancora tutto è sfumato, può diventare, può dare vita a nuove nascite: è il momento dell’attesa e del mistero.

E Anna Maria Frascaroli ha immaginato una storia piena, appunto, di un mistero che avvolge la cruda realtà dei fatti con un alone di dubbio: sarà davvero andata così o è stato tutto un sogno?

La vicenda prende spunto dall’uscita dal carcere di Aurora, una donna che nove anni prima ha ucciso Danilo, il suo giovane amore. Intorno a lei ruotano la figlia Marina e il suo compagno Marco, Max, fratello di Danilo, e Lucia, innamorata di Max; questi i fatti da cui prende spunto la storia, immaginata da Frascaroli, che appassiona come un thriller ma che lascia, appunto, il dubbio che sia stato tutto un sogno, che niente sia accaduto veramente, che i protagonisti siano gli attori di una commedia che si può riscrivere dal momento in cui l’Aurora varca il portone di quel carcere perché nasca una nuova aurora.