“Quando l’atlante era una gigante”, di Vittoria Calvani, recensione di Daniela Domenici

Questo delizioso libro di Vittoria Calvani a cura di Paola Brengola con le illustrazioni di Caterina Cucchi (tre donne) che ho trovato, come al solito, sugli scaffali della biblioteca della scuola in cui insegno quest’anno è un piccolo gioiello di cultura e di originalità perché narra, in modo semplice ma perfetto, “storia e avventure delle parole nello spazio e nel tempo”.
Le parole scelte dall’autrice sono suddivise in sette capitoli: miti, scienza, sport e divertimento, trasporti, ghiottone, vita quotidiana e animali; per renderlo ancora più fruibile e utile l’autrice ha posto alla fine del libro, per ognuno dei sette capitoli, percorsi di lettura molto ampi, variegati e accattivanti perché “la lingua è un organismo vivo e mutevole, fatto di componenti vecchi di anni, di secoli, addirittura di millenni che non di rado hanno compiuto un lungo cammino per giungere fino a noi…”
E allora ripercorriamo questo lungo cammino insieme a Calvani, Brengola e Cucchi per scoprire da dove provengono parole come Egeo o arbitro o scacchi o picnic o carosello o coriandolo o mancia e tanti altri ancora, sono 35 le parole scelte su cui Calvani ha scritto brevi racconti con i quali ci fa viaggiare nello spazio e nel tempo incontrando “tanti personaggi strani, geniali, bislacchi” che ci fanno divertire.