“…sensazioni”, di Vittoria De Marco Veneziano, recensione di Daniela Domenici

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la copertina è una rielaborazione di una foto dell’autrice e tutte le numerose foto che corredano e arricchiscono il libro sono state scattate dall’autrice

Sottotitolo: ogni volta che inizia qualcosa è il momento giusto; è una frase tratta da un detto di spiritualità indiana. Vittoria De Marco Veneziano, scrittrice siciliana, ci regala con “…sensazioni” la sua quarta opera, le tre precedenti, tutte diverse tra loro, apprezzate e già recensite dalla sottoscritta.

Per la prima volta l’autrice sceglie come protagonista un uomo, in questo caso Diego, un avvocato milanese di successo, che un giorno all’improvviso, grazie a una domanda postagli da una persona a lui vicina che lo porta a riflettere a lungo, decide di cambiare completamente la sua vita a cinquant’anni, di darle una svolta perché come dice Hernan Huarache Mamani “segui la tua intuizione, poi passa all’azione. In questo risiede la tua forza, nel potere di prendere le tue decisioni e di agire di conseguenza”.

Diego ha alle spalle, come molte/i di noi, dei dolori traumatici che hanno lasciato cicatrici nel suo cuore, è in cerca dell’Amore con la A maiuscola e vorrebbe finalmente seguire quella sua vena artistica abbandonata per continuare la tradizione familiare di avvocatura.

E un giorno decide di mollare tutto, lavoro e città, e di prendersi un anno sabbatico in un’isola che ha un suo fascino particolare (come molte isole hanno), Malta, e da lì ricominciare a vivere dal momento in cui…non posso svelarvi altro perché vi toglierei la sorpresa di sapere cosa accade a Diego a Malta, chi sia la dolce Helen, chi la misteriosa Galatea, lo scoprirete solo…leggendolo.

Anche in questa sua quarta opera l’autrice utilizza l’escamotage, che la sottoscritta apprezza molto, di iniziare ogni capitolo con una citazione tratta dalle opere di autori/rici più vari/e che ci arricchiscono perché non solo ci anticipano cosa accadrà nel capitolo ma, soprattutto, ci fanno conoscere scrittori e scrittrici di cui magari non abbiamo mai sentito parlare: un lavoro davvero capillare, il suo, da apprezzare.

Concludo con le parole finali che mi trovano pienamente concorde “…sono loro, le passioni, che ci tengono in vita…sono le passioni autentiche che ci fanno vibrare il cuore…l’Amore vero si deve vedere…con i fatti, con i gesti, i comportamenti, gli atteggiamenti. L’Amore…si traduce in sollecitudine, in piccole e grandi attenzioni, in capacità di ascoltare, di accogliere, di conortare, di rasserenare, di prendersi cura. Di entusiasmare. Di sorprendere con un gesto affettuoso e inatteso…”.