Master e slave…nei telefoni, di Daniela Domenici

 master-slave

Per quel poco che ho appreso sull’argomento in questi anni sulle varianti, più o meno violente, della sessualità sapevo che “master” e “slave”, che in inglese vogliono dire rispettivamente padrone/a e schiavo/a, sono due termini che riguardano un’interazione tra due persone in cui una delle due agisce da padrone/a e l’altro/a da schiavo/a per il piacere reciproco.

Quando ieri ho sentito l’impiegata di un centro TIM a cui mi ero rivolta per un problema al mio cellulare parlare al telefono con qualcuno/a del 187 o del 119, non so, che l’aiutasse a risolverlo per definire cosa probabilmente dev’essere successo ha usato questi due termini riferendosi, credo di aver dedotto, al mio telefono fisso di casa come “master” e al mio cellulare come “slave”.

Sono rimasta, naturalmente, interdetta ad ascoltare e mi sono chiesta perché si debba usare questa terminologia per parlare di telefoni principali e secondari, non riesco a immaginare un’ipotesi, voi?