E col buio calamita e ferro, di Tiziana Mignosa

 

 

La notte è menzognera

quando di luci e luccichii a festa

la città agghinda

e persino l’azione più consueta

nel contesto della festa

il più splendido dei suoi abiti

con disinvoltura indossa

 

Nel gioco seduttivo

a tratti anche le stanze

dell’abitazione più modesta

tra le luci e il mistero della notte

agl’occhi e al mio sentire

come sale sfavillanti di un castello

mi si mostrano

 

Tanti sogni nella testa

e quattro spicci in tasca

so bene che di giorno

è calore che non scalda

e col buio calamita e ferro

 

ma intanto m’accendo a quell’odore

che all’estate senza sforzo m’accompagna

come vento tra i capelli

adrenalina e desiderio ingarbugliano la mente

 

Sul nudo dell’asfalto

provocante è il ticchettio dei passi

come il pensiero brillo che m’inonda

piacere che da ogni poro

spudorato l en t a m e n t e il suo canto sgorga

 

Invisibili

labbra e mani

lungo tutto il corpo

sono un’eco che m’afferra

e risuona fino a giorno

 

Tra i capelli e le caviglie

di notte

anche la Bellezza più discreta

di magia a volte si traveste

e poi mi tenta

 

Su una nota o una fragranza

forte vibra dentro la carenza

ed è per questo che per qualche ora

uno spicchio di finito

ai calorosi sensi

generoso m’offre l’infinito

 

 

tiziana mignosa

maggioduemilasedici

 

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