cambia strada, di Loredana De Vita

Tu, che osservi indifferente
lo scorrere dei fiumi verso il mare;
tu, che non ti accorgi
di quanta vita c’è nella terra che calpesti;
tu, che non respiri il respiro della vita
ma ne infrangi il mistero silenzioso…
Cambia strada, non c’è posto qui per te.
Tu, che nella menzogna costruisci
il tempo e i sospiri;
tu, che nel fango esaurisci
il tuo percorso nel mondo;
tu, che nel vuoto chiudi
il bisogno di chi ti chiama…
Cambia strada, non c’è posto qui per te.
Tu, che cerchi la tua pienezza
lacerando il cuore di chi soffre;
tu, che trai profitto dal dolore
di chi non ha più parole né voce né respiro;
tu, che osservi nello specchio
l’immagine bieca di ciò che sei…
Cambia strada, non c’è posto qui per te.
Non c’è più posto per chi offende,
mente, dilania, scarnifica, deprime, uccide.
Non c’è più posto per chi tace,
occulta, calunnia, depreda, ruba, mortifica.
Non c’è più posto per chi si crede forte
sul dolore e la sofferenza di chi calpesta.
Non c’è più posto per chi si cela dietro un velo sottile
che non nasconde la meschina violenza e falsità
del suo cuore oscuro e di quel cervello
che calcola
il bene per sé
che costruisce,
vittorioso,
sulla resa o sulla morte
di chi lotta ancora per la verità.
Cambia strada, non c’è più posto per te.
Talvolta arrendersi è la vittoria.
Arrendersi senza perdersi,
senza smentire la propria libertà,
ma liberandosi del nulla che tu sei,
tu, che osservi il mondo pensando
di essere in alto senza accorgerti
di essere soffocato dalla melma.
(l.d.v. pensando a chi crede di essere in vetta dopo aver scalato la montagna calpestando le teste dei vicini, ma non si accorge di quanto la sua scalata sia in realtà la discesa verso il profondo inferno)
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