Una giornata particolare, al Politeama Genovese, recensione di Daniela Domenici

Ha debuttato ieri sera al Politeama Genovese dove sarà in scena anche stasera “Una giornata particolare”, un adattamento di Gigliola Fantoni del celebre film del 1977 di Ettore Scola e Ruggero Maccari per la regia di Nora Venturini la quale così spiega le motivazioni di questa scelta “Abbiamo deciso di mettere in scena Una giornata particolare, superando timori e scrupoli verso il capolavoro cinematografico originale, perché a ben guardarla la sceneggiatura di Scola e Maccari nasconde una commedia perfetta. Un ambiente chiuso, due grandi protagonisti, due storie umane che si incontrano in uno spazio comune in cui sono “obbligati” a restare, prigionieri. Fuori il mondo, la Storia, di cui ci arriva l’eco dalla radio. Un grande evento che fa da sfondo a due piccole storie personali, in una giornata che sarà particolare per tutti: per Gabriele, per Antonietta, per la sua famiglia che si reca alla parata, per gli Italiani che festeggiano l’incontro tra Mussolini e Hitler, senza sapere quanto fatale sarà per i destini del Paese”.

E i ruoli che nel film erano di Sofia Loren e Marcello Mastroianni sono qui affidati a Valeria Solarino e Giulio Scarpati. Completano il cast Paolo Giovannucci, il marito di Antonietta, Anna Ferraioli, Matteo Cirillo, Paolo Minnielli e Federica Zacchia. Molto belle le scene di Luigi Ferrigno e i costumi di Marianna Carbone, le luci sono di Raffaele Perin. Ottima l’idea della contaminazione tra teatro e cinema con la proiezione di video dell’epoca che aiutano a contestualizzare la vicenda grazie a Marco Schiavoni.

Antonietta-Valeria Solarino sa parlare solo in stretto dialetto siciliano, con accenti ragusani, è totalmente vittima del marito e dei sei figli e quasi analfabeta; bravissima Valeria Solarino a caratterizzarla anche con la postura ad hoc, curva sotto il peso di un asservimento che è anche al regime e che cambierà solo per quelle ore che trascorrerà con Gabriele per poi ritornare a essere quella di sempre. Gabriele è molto ben impersonato da Giulio Scarpati che ne dà un ritratto molto malinconico, di un uomo rassegnato al suo destino di esiliato a causa delle leggi fasciste sia dal suo lavoro come annunciatore EIAR che dalla società in quanto omosessuale e che vive qualche ora di serenità con Antonietta, provando anche a migliorare la sua cultura regalandole un libro, prima di partire; due diverse solitudini che per poche ore si sfiorano con goffa e inesperta delicatezza molto ben delineate da Solarino e Scarpati.

http://www.italianotizie.it/2017/11/25/giornata-particolare-al-politeama-genovese/

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