accadde…oggi: nel 1872 nasce Rosina Storchio, di Luca Ghirardini

Il soprano Rosina Storchio era praticamente mantovana, ma nella sua città non volle cantare mai. Fu una specie di ritorsione nei confronti del Comune, che le rifiutò sempre un sussidio per studiare al conservatorio di Milano. Lei riuscì a frequentare ugualmente, imponendosi presto all’attenzione generale. Ora, risarcimento postumo, la collezione museale creata in suo onore, approda nella nostra provincia, portata dall’associazione Postumia di Gazoldo degli Ippoliti, e oggi verrà inaugurata. Rosina nacque nel 1872 a Venezia: il padre era mantovano, ma sposò in seconde nozze una veneziana. Presto, tuttavia, fecero ritorno in riva ai tre laghi, dove la giovane si trattenne fino all’età di 18 anni, dandosi da fare anche come cameriera nelle osterie. A Milano le bastarono due anni per imporsi sulla scena: il debutto avvenne al Teatro Dal Verme, ne seguì una carriera folgorante, che ruotò attorno ad alcune figure fondamentali, con le quali lavorò moltissimo. La prima fu quella di Arturo Toscanini, che per un certo periodo fu anche il suo amante (da lui nel 1903 ebbe anche un figlio, che nacque cerebroleso e morì sedicenne). C’è poi il grande compositore Giacomo Puccini, che le rimase molto affezionato, chiamandola molto spesso a cantare, nonostante il celeberrimo fiasco del debutto di Madama Butterfly alla Scala di Milano il 17 febbraio 1904, con una Rosina all’apice della carriera. Considerato il clamoroso successo della successiva rappresentazione bresciana, quell’episodio va interpretato piuttosto come un boicottaggio nei confronti del compositore lucchese. La Storchio, che ebbe anche modo di conoscere Giuseppe Verdi, fu spesso chiamata, infine, dai musicisti del periodo verista, a partire da Ruggero Leoncavallo. Rosina Storchio morì a Roma nel 1945. La sua carriera fu seguita passo dopo passo dal 1905 in poi dalla famiglia Dordoni di Dello, in provincia di Brescia, dalla quale proveniva la prima moglie del padre. E a Dello venne accumulata una quantità incredibile di materiale riguardante sia il soprano, dagli abiti di scena alle fotografie, sia la musica lirica in generale, con documenti, spartiti e libretti. «Viene considerata per importanza la seconda raccolta dopo quella del museo della Scala – spiega Nanni Rossi, dell’associazione Postumia -. Nel 2002 a Dello, Giovanni Dordoni ne ricavò un museo, che però nel tempo, a causa di una serie di fattori, era andato in decadenza. Noi di Postumia l’abbiamo scoperto, grazie ai contatti con altri parenti di Rosina, ed è nato un rapporto che ha portato Dordoni a donarci il materiale dietro l’impegno di valorizzarlo». E così è stato: da oggi, a partire dalle 16, al 113 di via Marconi a Gazoldo degli Ippoliti si terrà la cerimonia inaugurale del museo Rosina Storchio, dedicato ad Agostino Dordoni e Giovanni Dordoni, con in mostra una parte del materiale. Nel frattempo, un comitato tecnico scientifico formato dai due musicisti gazoldesi Paolo Ghidoni e Athos Bovi, dal maestro Alessandro Trebeschi, che conduce i corsi musicali di Postumia, e dall’ex direttore del Campiani, Giordano Fermi, studierà e riordinerà il materiale ricevuto in dono. All’opera di allestimento ha contribuito anche Paola Cirani, segretaria generale della sezione musicale della Biblioteca Palatina di Parma. Oggi, dopo interventi e saluti delle autorità (taglierà il nastro Francesca Zaltieri, vice presidente della Provincia e presidente del Conservatorio Campiani) è previsto un concerto con il soprano russo Sofia Nagast, accompagnata al pianoforte da Alessandro Trebeschi: verrà così ripercorsa la straordinaria carriera di Rosina Storchio. Alle 17.30 verrà presentato il libro Favole da chef (Edizioni Chiribella) di Antonella Marradi, Fiorella Pellegrini e Giuseppe Pellegrini.

http://ricerca.gelocal.it/gazzettadimantova/archivio/gazzettadimantova/2016/02/07/mantova-un-museo-lirico-dedicato-alla-figura-di-rosina-storchio-36.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Rosina_Storchio

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