La sovrana lettrice, di Alan Bennett, traduzione di Monica Pavani, recensione di Daniela Domenici

 

Mi ha “chiamato” dagli scaffali della mia nuova biblioteca, ammetto la mia ignoranza: non conoscevo l’autore. Ho deciso di leggerlo, perfetta la traduzione di Monica Pavani, ed è stato un vero piacere, Alan Bennett ha un’ironia originale, leggera ma, allo stesso tempo, corrosiva, graffiante perché riesce, con questa sua opera, piccola per numero di pagine ma profonda, a prendere in giro l’entourage della regina Elisabetta e, contemporaneamente, a regalarci gocce della sua profonda e vasta cultura letteraria attraverso l’escamotage delle letture che la sua sovrana intraprende.

Bennett immagina che la regina un giorno, per caso, grazie a una biblioteca ambulante che si ferma vicino a Buckingham Palace e a cui attinge libri un ragazzo del suo staff, Norman, scopra il piacere della lettura e se ne innamori a tal punto che diventa il suo “must” in ogni luogo e in qualunque occasione, non può più vivere senza un libro da leggere e diventa il suo argomento principe nei dialoghi con il suo entourage e con i/le suoi/e sudditi/e quando si trova a dover inaugurare luoghi pubblici o presenziare a eventi.

I libri porteranno una rivoluzione lenta, silenziosa ma inarrestabile nel mondo intorno alla regina che alla fine non ancora contenta e soddisfatta della sua nuova bibliocultura decide di darsi…alla scrittura e Bennett conclude il suo delizioso libro con una domanda che è una provocazione ma che non vi anticipo.

Sono convinta che la regina abbia letto e apprezzato quest’opera di Bennett e mi auguro che se non lo era già sia davvero diventata “la sovrana lettrice”.

 

Annunci