accadde…oggi: nel 1855 nasce Vittoria Aganoor, di Paolo Alberti

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Vittoria Aganoor nacque a Padova il 26 maggio 1855 da una famiglia di origine armena che si era trasferita in Italia a metà del XIX secolo. La sua casa natale è ancor oggi detta “Casa degli Armeni”, nell’allora via del Prato della Valle, attualmente piazza Vittorio Emanuele.

Cresciuta in un ambiente familiare difficile, soprattutto per il carattere introverso del padre Edoardo, Vittoria soffrì spesso, nel corso della sua vita, di crisi depressive. Per iniziativa della madre, Giuseppina Pacini, Vittoria studiò presso il poeta Giacomo Zanella.

Manifestò ben presto una certa propensione a scrivere versi, che il suo insegnante avrebbe voluto indirizzare a una metrica tradizionale. Nel 1876 Zanella le fece pubblicare la poesia dal titolo “A una bolla di sapone”. Nello stesso anno Vittoria si trasferì a Napoli. Il suo insegnante successivo, Enrico Nencioni, le consentì di accostarsi con profitto alla letteratura straniera. Vittoria si opponeva alla pubblicazione dei suoi versi, sia perché ne era insoddisfatta, sia per il carattere prevalentemente autobiografico degli stessi.

Solo dopo la morte dei suoi insegnanti, e dopo avere sacrificato buona parte della sua esistenza alla cura della madre e della sorella invalida, si decise, nel 1900, a pubblicare Leggenda eterna. Questa raccolta poetica è ispirata soprattutto al grande e tormentato amore per il poeta Domenico Gnoli. Resta anche un interessante epistolario tra Vittoria Aganoor e Domenico Gnoli. Lo stesso Gnoli le dedicò, a sua insaputa e con lo pseudonimo Giulio Orsini la raccolta di versi Fra terra e astri.

In questo periodo si fidanzò e si sposò, trasferendosi a Perugia, con il giurista letterato e uomo politico umbro Guido Pompilj (sottosegretario nel governo Saracco e ministro degli esteri nel governo Giolitti dal 1906 al 1909) che senza dubbio l’amò teneramente.

Durante il periodo matrimoniale scrisse le Nuove liriche, pubblicate nel 1908, che la resero più conosciuta e popolare.

Si ammalò però di cancro e morì a Roma nella notte tra il 7 e l’8 maggio del 1910 all’età di 55 anni. La reazione del marito, che si suicidò sparandosi poche ore dopo la morte della moglie, contribuì a costruire un’atmosfera leggendaria attorno all’opera poetica di Vittoria, favorendone in modo non trascurabile la sua diffusione.

Nel 1912 Luigi Grilli curò la raccolta completa delle poesie che ebbero poi numerose ristampe.

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