Il patchwork divertente, di Tiziana Mignosa

Mentre la lezione tento d’imparare
di accogliere e accettare
ogni cosa come arriva
senza volerla modificare
non riesco a non sentire a volte
quella parte di me che nel ricordo ancestrale
la Bellezza nella sua interezza
alla memoria fa affiorare
Sulla terra ognuno ne ha con sé uno spicchio
ma se la vuoi gustare tutta quanta
da uno prendi una cosa
e da un altro l’altra
Di grigia malinconia allora
i pensieri miei si tingono
ma solo durante il tempo in cui
do credito all’idea che tutto insieme
nel divenire non sia possibile avere
E visto che credo non sia corretto
prendere da ognuno solo ciò che più gradisco
-gettando magari il resto-
decido di ribaltare il gioco
trasformando la malinconia in diletto
E così mi lascio andare sorridendo
alla fantasia di fare un patchwork divertente
con tutti gli uomini che una rosa profumata
al mio sentire hanno portato
di ognuno piglio il meglio e ne faccio uno soltanto
Da chi gli occhi miei riesce a saziare
la Bellezza prendo
da un altro le bollicine a una a una afferro
dell’estro suo artistico che assai mi prende
Da un altro ancora
la capacità di farmi dondolare colgo
nell’impalpabile leggerezza spirituale
che senza fatica alcuna intorno a sé riesce a irradiare
C’è poi chi Amore e dedizione
al cuore mio un po’ ammaccato
gentilmente soffia
raccolgo anche questo dono
e metto tutto insieme
Con tutto questo ben di Dio
potrei sentirmi più che sazia
peccato che però non giunga
da un’unica direzione
e visto che tutti quanti insieme
non possiamo certamente stare
ringrazio del fatto che ognuno porta con sé
un prezioso angolo di cielo terso
da Amare e da gustare
tiziana mignosa
marzo duemiladiciotto
Note: scritta con ironia e malinconia questa poesia nasce nell’amara constatazione che a volte si incontrano uomini che posseggono un talento che incanta, ( uno solo però, quando c’è, e a ognuno uno diverso ) e allora ho voluto fantasticare sul fatto che sarebbe bello unire tutto questo “ben di Dio diffuso” in un’unica persona, così da poter avere a che fare non con cinque ma con uno soltanto che così diventerebbe davvero speciale in quanto ricchissimo di entusiasmanti attitudini. Certo l’ideale sarebbe imparare ad accettare tutto quello che arriva così com’è; a volte, però, l’idea ancestrale di Bellezza completa è un ricordo antico che, nella sua mancanza, fa scattare la malinconia. Ritornare con i piedi per terra equivale ad accettare questa Bellezza che arriva, anche se frammentata, apprezzando, quindi, questi pezzettini di cielo terso come un dono magnifico che viene offerto.