Amore inquieto, di Nadia Tarantini, Iacobelli editore, recensione di Daniela Domenici

“Scriverai di me?”: questa richiesta, che viene fatta, ripetutamente, da una delle due protagoniste, la Madre, agli sgoccioli del suo percorso di vita terrena, alla Figlia è alla base di questo straordinario “viaggio”  alla ricerca delle radici di un rapporto che è stato spesso amoroso ma, allo stesso tempo, molto conflittuale, l’amore inquieto del titolo, e che è splendidamente contestualizzato dall’autrice Nadia Tarantini all’interno di una lunga saga familiare colma di personagge/i, soprattutto femminili, le cui voci colorano e danno sapore a questa che in estrema sintesi è, come si legge in quarta di copertina e che mi trova pienamente d’accordo, “una spudorata dichiarazione d’amore verso la madre”.

L’autrice utilizza, con grande maestria, lo strumento narrativo del flusso di coscienza, lo stream of consciousness, che arricchisce con “inserti” di ogni genere, dai dialoghi senza specificare chi ne siano i/le protagonisti/e alle parti nelle quali passa, con apparente naturalezza, dalla prima alla terza persona e a brani del diario della Madre; è una scrittura profondamente intrisa di emozioni e desidero estrapolare un paragrafo simbolico di questa mia affermazione: Madre e Figlia sono all’ospedale per l’ultimo ricovero della prima “da quando siamo qui qualcosa tra noi è cambiato. Abbiamo imparato a sfiorare i sentimenti più profondi, appagate dai gesti. Senza le parole la competizione sembra cessare, lasciare spazio ad altro. Forse hai meno paura di andartene prima di avermi insegnato come si fa a vivere.

Ma la Madre è stata una bambina che aveva tanto bisogno d’amore e che ha paura di non essere stata in grado di darne alle due figlie e al figlio, di essere stata troppo dura verso di loro; la Figlia, ora che lei sta per morire, la guarda con ineffabile amore come se fosse “una grande bambina irrequieta” e lei la sua custode, in una commovente inversione di ruoli che la porta ancora a dirle con il pensiero: “sicuramente nel tuo cuore mi avevi perdonata di tutti i momenti in cui non ti ho compresa…”: Nadia, grazie dal profondo del mio cuore di Figlia-Madre per questa tua splendida e coraggiosa dichiarazione d’amore!

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