l’odio è la soluzione degli sciocchi, di Loredana De Vita

Hate Is the Solution of Fools

È di odio che abbiamo bisogno? Io credo che l’odio sia la facile soluzione degli sciocchi.

Infatti, l’odio non è per niente una soluzione, anzi, esso è il deterioramento e il peggioramento di qualsiasi tensione. Tuttavia, siamo soliti usare l’odio come arma per colpire e ferire gli altri con la consapevolezza di farlo.

Sfortunatamente, nessun odio è mai la soluzione a nessun problema, né personale né generale, e sempre più spesso mi domando se l’oggetto del nostro odio sia davvero ciò o chi è verso cui lo indirizziamo o, più probabilmente, sia la nostra mancanza di ciò che gli altri o le altre cose posseggono.

Che cosa odiamo nelle cose che non abbiamo? Odiamo il fatto di non averle. Che cosa odiamo negli altri? Odiamo la loro differenza.

Le moderne tecnologie sono diventate uno strumento utile nelle mani di coloro che vogliono diffondere il loro odio senza essere coinvolti personalmente ed esserne personalmente responsabili, o almeno questo è quello che gli odiatori fingono di credere e di mostrare.

Indossano la maschera della propria invisibilità per offendere coloro le cui idee non sono neanche capaci di afferrare. Essi mordono e scappano a nascondersi nell’oceano profondo delle false identità o avatar che riescono a immaginare per nascondere persino a se stessi la verità su loro stessi, cioè, che sono le persone più vili, stupide e codarde. Essi non sono in grado di assumersi le proprie responsabilità per quello che dicono e, di conseguenza, strisciano come le vipere che corrono a nascondersi sotto un sasso.

L’unica cosa che possiamo fare per combattere contro questi millantatori e le loro bieche accuse piene di livore, è non cadere nello stesso errore e restare uniti ad opporsi alle loro offese qualsiasi siano le proprie idee politiche o sociali, la fede o le opinioni, la cultura e la provenienza.

Dovremmo mostrare compatezza e coerenza contro le misere voci di questi diffamatori e ricordarci che l’odio non è mai una conquista della nostra intelligenza, ma la sua perdita definitiva.