il libro segreto di Dante, di Francesco Fioretti, recensione di Daniela Domenici

dato che oggi è il primo DanteDì vi propongo questa mia recensione di qualche anno fa…

Il Codice da Vinci di questa estate: una delle tante definizioni di questo libro
d’esordio di Francesco Fioretti che ha avuto undici edizioni in due mesi, “Il
libro segreto di Dante” edito dalla Newton Compton, il cui sottotitolo è “il
codice nascosto della Divina Commedia”.

L’autore, docente di lettere, autore di saggi scolastici e che attualmente approfondisce
i suoi studi danteschi presso l’università di Eichstatt in Germania, ha
immaginato che in alcuni versi della Divina Commedia, quelli più criptici, sia
celato un mistero, un codice nascosto, un enigma e attraverso intrighi, teoremi
e sorprendenti rivelazioni sul più importante poema di tutti i tempi riesce a
creare un thriller che avvince e appassiona pur essendo collocato negli anni
subito seguenti alla morte di Dante; riesce a farci “immergere” nella Firenze
del 1300 e, prima ancora, in Terrasanta durante le Crociate e anche a Bologna e
in Epiro: una grande fantasia unita a una profonda conoscenza del periodo preso
in esame, il tutto condito da un amore viscerale per la Commedia che Fioretti
dimostra di conoscere nei più minimi dettagli tanto da poter immaginare che
all’interno di essa sia nascosto un codice segreto, un mistero.

Dante è davvero morto di malaria come a Ravenna tutti hanno creduto o è stato
avvelenato? Qualcuno aveva dei motivi per desiderare la sua morte? Quale
segreto ha portato con sé nella tomba? Perché aveva deciso di nascondere con
così grande cura gli ultimi tredici canti del Paradiso? Ecco alcune delle domande
a cui Fioretti risponde col suo thriller storico-letterario intrecciando
vicende reali e personaggi di fantasia e giocando con gli enigmi della
Commedia.