Penso che un sogno così, con Beppe Fiorello, in streaming, recensione di Daniela Domenici

Una delle trasmissioni più affascinanti che mi sia capitato di vedere grazie a uno fantasmagorico Beppe Fiorello che l’ha scritta insieme a Vittorio Moroni e che l’ha interpretata in più di due ore di spettacolo senza una pausa, una splendida maratona di parole e musica dedicata a Mimmo Modugno e a suo padre, militare della finanza e innamorato delle melodie del grande Mimmo.

Chi scrive confessa che per una volta non sarà oggettiva sia perché il “paese” di cui Beppe parla senza mai nominarlo è lo stesso in cui ha vissuto lei per ventisei anni (e tra l’altro vicina di casa della famiglia Fiorello quando ancora Rosario, Catena e Beppe non erano diventati famosi…) sia perché Modugno è un grande amore condiviso. Magico l’accompagnamento delle due chitarre di Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma, splendide le scenografie di Marco Calzavara e perfetta la regia di Duccio Forzano.

Un momento commovente è stato quando Rosario, con la divisa da finanziere, ha cantato insieme a Beppe “Tu si’ na cosa grande”, un omaggio d’amore al padre; uno dei momenti più divertenti è stata la caratterizzazione di un tipo un po’ particolare, Joe Conforte, che tornava al “paese” solo per l’asta di San Giuseppe il 19 marzo (e che la sottoscritta ha visto spesso…).

Assolutamente struggente la descrizione di se stesso come un bambino sempre silenzioso, quasi trasparente, che riusciva a dar vita ai suoi sogni soltanto chiudendosi in bagno e parlando con lo specchio. E ieri sera questo bambino ha trovato il coraggio di regalare il suo sogno a Mimmo, a suo padre e a noi: grazie di vero cuore, Beppe!