accadde…oggi: nel 2016 muore Anna Marchesini, di Maria Luisa Agnese

Anna Marchesini faceva ridere (tanto) e piangeva spesso- Corriere.it

La sorella Teresa aveva 14 mesi in più, ma vivevano come gemelle : «Lei era un genio, io la sua guardia del corpo». In tv era una mattatrice e un’acrobata della risata, in trio con i due suoi compagni di sempre, gli attori Lopez e Solenghi. Ma poi anche una carriera come solista in teatro, che considerava la sua seconda casa.

«Mannaggia alle Kessler». Ma perché? Da piccole erano perentoriamente reclamate all’imitazione delle altissime gemelle: succedeva alle feste familiari, a ogni banchetto, battesimo o cresima che fosse, si liberava il tavolo e loro dovevano salire, anche se gemelle non erano, solo sorelle separate da 14 mesi di età, ma Teresa, la maggiore, si piegava al talento multitasking di Anna e riluttante saliva insieme a lei sul palchetto parentale. «Anna Marchesini la si immagina leader, da sempre. No, lei è un genio da sempre. Mentre io sono una persona normale. Per esempio: per risparmiare sui libri di scuola mia mamma acquistava copie singole. Insomma, dovevamo studiare insieme, con un però: lei era velocissima nella lettura, io rispetto a lei molto lenta, così imparavo le prime righe, perché girava subito pagina. Risultato: ero forte sugli incipit, ignorante sul resto. Impiegava dieci minuti per concludere una versione di greco, e poi prendeva nove». Dalla terza in poi, grazie a un upgrading scolastico di Anna, le due sorelle sono cresciute in simbiosi, nel banco insieme, come ha raccontato Teresa, la sopravvissuta, ad Alessandro Ferrucci del Fatto quotidiano: «Piangeva spesso, era remissiva, se le rubavano la merendina intervenivo e picchiavo il farabutto. Ero la sua guardia del corpo».

Scene da un’infanzia di una donna di talento che è stata molto più di una comica di alta gamma, unica capace di tener testa alla genialità di Franca Valeri con l’invenzione delle sue stralunate incarnazioni di personaggi femminili, dalla signorina Carlo alla Sora Flora, alla sessuologa Merope Generosa. «Quella di Anna era una comicità surreale, insofferente all’ordine costituito dell’universo televisivo, capace di trasformare i difetti in un sovvertimento pungente e carnevalesco» ha scritto sul Corriere Aldo Grasso, suo ispirato estimatore. Un’acrobata della risata che è stata elemento fondamentale del successo del trio Lopez Solenghi Marchesini, grandi mattatori televisivi nella stagione che va dagli anni Ottanta alla metà dei Novanta: protagonisti addirittura di un caso diplomatico con l’Iran nel 1987 per la parodia di Khomeini e sua moglie, dove Anna era la Sora Khomeini, a Fantastico 7.

Nel 1990 con la serie satirica sui Promessi sposi, hanno riletto a modo loro il romanzo nazionale, trasmesso su Rai 1 in cinque puntate, ascolto medio di 13 milioni di spettatori con picchi di 17 milioni. I due sodali in comicità adoravano Anna, trovando divertente anche il suo esigente rigore: «Se le offrivano l’autostrada a sei corsie, lei sceglieva il sentiero di montagna», ma poi ognuno prese la sua strada; Anna riprese il suo percorso in solitaria a teatro («è la mia seconda casa, la mia casa delle vacanze… ma meglio non dirlo se no devo pagare l’Imu» ha detto da Fabio Fazio poco prima di morire, il 30 luglio 2016), e in letteratura. Nel 2011 pubblica per Rizzoli il suo primo romanzo Il terrazzino dei gerani timidi, che vende oltre 60 mila copie. Storia di una bambina che legge accucciata fra i gerani assetati del suo terrazzino, legge con furia incantata e con metodo, vuole arrivare a 10 mila libri e si fidanza via via con ogni autore, divora tutto di lui, e piange di nostalgia quando deve lasciarlo. Da quella insolita stanza tutta per sé la bambina scruta anche la vita di provincia che scorre sotto il suo terrazzino: tutto materiale per le sue future Signorine.