l’amore per la letteratura, di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2021/08/04/love-for-literature/

Non c’è giorno che io non scriva almeno un rigo o che non ne legga almeno altrettanto, ovviamente il numero uno è solo simbolico, è la base numerica della moltiplicazione infinita cui ogni giorno fanno seguito numeri su numeri di pagine lette e scritte che costituiscono la dimensione più esplicita del mio costruire un significato al mio tempo.
“Nulla die sine linea”, dunque, nessun giorno senza una linea, un segno grafico, un segno nella vita. Difatti, poiché di segni si tratta, essi si marcano nella pelle e nel quotidiano, nel pensiero e nel tempo che sarà se sarà.
Scrivere, leggere, studiare, cercare tra le parole e i segni propri e altrui l’espressione di un volto, di un pensiero, di un’anima in qualsiasi momento del suo esistere non è un gioco da ragazzi, ma un impegno e una promessa da condurre con responsabilità. Con grande responsabilità, in realtà, proprio perché ogni segno fa il suo mestiere, cioè, “segna”, si imprime nella carne e nel pensiero e lascia un seguito, in bene o in male, ma non lascia indifferenti, neanche quando non è gradito ed è isolato.
La letteratura è l’incarnazione e la personificazione di tutti questi segni che, insieme, costruiscono senso e direzioni, traguardi e destinazioni. La letteratura è il segno vivente della storia della persone, del loro non essere irreali e fittizie neanche quando la fantasia sostituisce la realtà e crea mondi che appaiono impossibili a esistere che, però, respirano del pensiero di chi li ha costruiti.
Per questo amo la letteratura, le letterature. Voci plurali e molteplici che ci raccontano di noi stessi, di ciò che eravamo, di ciò che siamo e di ciò che potremmo diventare se solo scegliessimo il segno giusto con cui segnare il nostro esistere.
La letteratura è la storia concreta delle persone nel loro ambito storico e sociale, economico e fantastico, nella vita reale come in quella illusoria, nella sofferenza e nel dolore e anche nella superficialità effimera di sguardi che non riescono a cogliere l’essenziale, o di voci che non sanno raccoglierlo e narrarlo.
La letteratura è la voce della vita che si esprime anche nel dissenso, nell’indifferenza, nella sperimentazione che segna nuovi traguardi della ricerca umana, nella passione e nella leggerezza, nella Storia e nella storia personale. La letteratura è voce narrante di ogni tempo, una voce che bisogna saper ascoltare.
Questo amore, questa mia passione per la letteratura e il pensiero, mi porta non solo a scoprire nuovi mondi possibili con cui confrontarsi e da cui apprendere, ma mi induce a pensare che non potrei fare a meno di tutta questa molteplicità, che la mia libertà umana e di persona debba tutto, ma proprio tutto, proprio a questa molteplicità delle differenze grazie alle quali ogni conoscenza può essere trasformata in coscienza. Coscienza di sé, dell’altro, della Storia e delle storie, del tempo e dei tempi, delle voci e della voce, della pazienza infinita che guida ogni consapevolezza alla meta del suo destino: l’altro.