le parole utili, di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2021/08/06/the-useful-words/

Alle parole roboanti ma vuote urlate a più non posso, ho sempre preferito il silenzio dell’azione, anche attraverso le parole, ma quelle dignitose e oneste. Il che porta a riflettere su che cosa sia il silenzio dell’azione attraverso le parole e su quali siano le parole dignitose e oneste.
Il silenzio dell’azione attraverso le parole… sembra un ossimoro se non un paradosso. Come è possibile che le parole compiano azioni e che, soprattutto, lo facciano in silenzio? Ebbene, sono convinta che nella comprensione di questo significato sia inclusa la possibilità di dare origine a un modo nuovo di costruire le relazioni, un modo che non preveda l’esibizione ma l’asserzione, non l’ostentazione ma la sinccerità.
Che cosa significa “parola”?
“Parola” deriva dal latino volgare “paràula”, contrazione del latino cristiano “paràbola”, che significa racconto morale allegorico, e dal greco “parabolé (composto di “parà”, cioè, presso/accanto, e “ballo”, cioè, metto/colloco nel senso di “metto accanto/metto a confronto”) quindi, un racconto per comparazione, per similitudine (fonte A. Gabrielli, Dizionario linguistico moderno).
Ogni parola, dunque, è una narrazione che coinvolge altre narrazioni, che spiega ed esemplifica un significante ed un significato. Il suo valore semantico va ben oltre i grafemi di ogni singola lettera che la compongono e che servono a lasciare un’impronta di sé nel tempo e nella memoria.
La parola urlata, declamata senza la forza del suo significato e il rispetto del suo significante, è una parola declassata a puro atto formale e privata del suo valore narrativo.
La parola silenziosa, invece, è una parrola che narra e si narra e che nel narrare costruisce azioni efficaci e determinanti. La parola silenziosa lascia segni, quella urlata non si vede l’ora che sparisca ed è presto dimenticata.
La parola urlata mitizza la persona che urla, ma demistifica il senso. La parola silenziosa sacralizza l’universalità e la centralità della persona umana.
La parola urlata non ha una linea né una direzione; molto spesso sposa l’effimero e l’eclatante nel tentativo di restare in mostra, ma proprio per questo esprime soprattutto il falso che l’adulazione contiene e l’irrisorio che schernisce il vero. La parola silenziosa esprime gentilezza, ascolto, compartecipazione e non deride mai ciò che non riconosce come vero, semplicemente lo denuncia.
Si tratta di scegliere tra restare lì, onnipresenti a urlare il vuoto, oppure costruire in silenzio l’azione che muta il desiderio in attesa, l’attesa in speranza, la speranza in vita.