racconti dimenticati, di Elsa Morante, recensione di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2022/09/16/elsa-morante-racconti-dimenticati/

“Racconti dimenticati” (Einaudi, 2022) di Elsa Morante a cura di I. Babboni e C. Cecchi con prefazione di C. Garboli, è l’esempio evidente di come si sviluppi l’anima e lo stile di una scrittrice/scrittore.
Si tratta, difatti, di una raccolta di racconti brevi o meno brevi e aneddoti infantili nascosti nei carteggi della Morante o pubblicati su riviste varie che ben rappresentano l’evoluzione emotiva e il focus introspettivo cui la scrittrice darà lustro nei romanzi più maturi.
I temi sono vari -innocenza, solitudine, gioventù, anzianità, vita, morte, legami parentali e relazioni, ricchezza e povertà, degrado sociale e morale, e molto di più- eppure, in ciascun racconto è già visibile l’attenzione particolare e l’acume con cui la Morante osserva il mondo attorno e dentro di sé.
Ogni storia ci appare reale e non solo possibile, vicina come se stesse accadendo a noi stessi o a qualcuno non lontano da noi; ogni personaggio è guardato dall’interno come se la scrittrice avesse una lente di ingrandimento dei sentimenti e delle emozioni in grado di porre in rilievo ciò che a prima vista appare irrilevante.
La Morante trascina i lettori nella realtà di un mondo che spesso ci si rifiuta di osservare e lo fa aggiungendo alla sua abilità introspettiva, l’arte di una scrittura appropriata, mai ridondante, ma essenziale, precisa, diretta e chiara oltre che piacevole da leggere. Una scrittura in grado di spiegare senza definire, di non dare per scontato reazione alcuna dei personaggi, quasi che l’autrice aspettasse di accompagnarsi nel suo scrivere all’attenzione vigile dei lettori fino allo svelamento di una verità che appartenga a tutti.
Nei “Racconti dimenticati” c’è sempre un mistero che affascina, anche quando tutto è chiaro ed esposto poiché, difatti, ogni realtà è mutevole e il giudizio di ogni personaggio come quello di ogni lettore è transitorio e reinterpretabile a secondo del coinvolgimento in cui ci si intrattiene.
Importante è anche il percorso di analisi che la Morante fa sulle donne, le loro passioni, gli interessi, la ricerca e il disinganno verso una società ancora bloccata da stereotipi sociali e culturali.
Molto interessante è la prefazione di Cesare Garboli che non solo indica il percorso formativo della Morante attraverso i “Racconti dimenticati”, ma, compiendo un atto che considera “dovuto” non solo alla Morante stessa, ma anche al suo pubblico di lettori, svela quella che Garboli chiama “la preistoria della Morante a un certo gusto da Italia magica” che si trova anche in Moravia (Gli indifferenti).
“Racconti dimenticati” (Einaudi, 2022) di Elsa Morante a cura di I. Babboni e C. Cecchi con prefazione di C. Garboli, è certamente un libro da leggere.

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