una traccia di te, di Loredana De Vita

https://writingistestifying.com/2022/09/21/a-trace-of-you/

È come un filo, questa vita sospesa, è come un filo di cui non conosci il tempo dell’interruzione né quanti e quali i nodi che potranno interferire con il suo regolare svolgersi.
È un filo, però, cui tenersi saldi, come la nave alla sua gomena prima che lasci il porto, o come un aquilone la cui libertà è stretta tra le mani di un bambino felice di tenersi saldo a quel filo che può fargli immaginare di essere egli stesso a volare trascinato dalle correnti del vento in un cielo più puro di quello reale.
È un filo, questa vita, lavorato dalle tre Parche, una che fila il filo della vita, la seconda che ne stabilisce il destino e la durata, la terza che taglia il filo quando è giunto il tempo della fine. Oppure, è come quel filo di Arianna che aiuta Teseo a uscire dal suo labirinto sebbene non sia ricambiata allo stesso modo.
È un filo questa vita che si dipana tra alti e bassi, che ti sorride e poi ti fa piangere, che ha cura di te e poi ti abbandona, che sembra tradirti, in fondo, ma che ti resta sempre accanto fino al tuo ultimo respiro, contenta di averti scelto.
È contenta di averti scelto, questa è la verità, poiché la vita fa le bizze come una bimba capricciosa, ma è una bimba che ti ama, sempre, nel bene e nel male, nei successi e nelle sconfitte, nella sofferenza e nella letizia, nella difficoltà e nella scorrevolezza, nel bisogno e nel benessere.
La vita ci ama e lo stesso compito ci spetta e le è dovuto, amarla.
Futile è lamentarsi sempre, superfluo immaginare di essere sempre delle vittime, ingannevole aspettare che sia la vita a scegliere per noi mentre aspettiamo inquieti affidandoci al caso.
La vita ci sceglie ma si sceglie. Lei sceglie noi come forma e strumento dell’essere, noi scegliamo lei come espressione di dignità, onestà, pudore, decoro.
Tutto il resto diverso da questo è solo una fandonia, una menzogna che presto ci farà odiare la vita perché non riusciamo a possederla e comandarla, ma siamo ignoranti del fatto che la vita non si ha ma si dà, non è un possesso o un dominio, ma un dono.
La vita ripiegata su sé stessa non è vita, poiché la vita rispetta la proprietà transitiva dell’essere e non si inchina mai al giogo di chi ricade su sé stesso illudendosi così di poter essere.
Il filo della vita è un percorso, lungo o breve, con molti o pochi ostacoli, ma è una rotta che apre l’anima a orizzonti che non spariranno più.
A che serve lamentarsi? Gioisci di te stesso, del poco o nulla che sei e che hai, piuttosto.
Hai una vita? Amala, rispettala vivila e donala. Questa è la traccia di te, poiché sei tu che scrivi la tua storia.

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